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1966: L'alluvione di Firenze


Il 4 novembre del 1966
l'Arno allagava la città.
Le immagini e i racconti
di quei giorni in un libro.
Dal senatore USA
Ted Kennedy
al prof.Umberto Baldini,
dal ministro Vannino Chiti
al prof. Alfio Del Serra
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Fuoco: Il dramma degli incendi

Blue Planet Archivio Nel 1997 sono bruciate più foreste tropicali nel mondo che in qualsiasi altra epoca che la storia ricordi: lo denuncia un rapporto del WWF Internazionale (*).

E’ ancora troppo presto per dire a quanto ammontano in totale le aree delle foreste distrutte, ma si può gia’ calcolare che sono almeno 5 milioni gli ettari di foreste, un’estensione pari a Sicilia e Sardegna messe insieme, e altri territori boschivi bruciati in Indonesia e in Brasile, insieme con vaste aree in Papua Nuova Guinea, Colombia, Perù, Tanzania, Kenya, Rwanda, Congo e altre parti dell’Africa. Altrove nel mondo, incendi su vasta scala sono scoppiati in molti paesi del Mediterraneo, Australia, Russia e Cina.

Il WWF lancia quindi un appello alla comunità internazionale affinché si prendano misure serie e decise per contrastare le azioni illegali che sono alla base di molti disastri ambientali. Alle soglie del XXI° secolo, è ormai tempo per la comunità mondiale di creare una Corte Internazionale per l’Ambiente che dovrebbe fare da giudice in quei casi nei quali una cattiva gestione delle risorse ambientali puo’ avere conseguenze gravi per il mondo intero.

“Il 1997 verrà ricordato come l’anno nel quale il mondo prese fuoco”, ha Jean-Paul Jeanrenaud, Responsabile del Programma Foreste del WWF Internazionale e uno degli autori del rapporto. “Anche se gli incendi in Indonesia hanno catturato le prime pagine dei giornali, incendi su larga scala hanno infuriato su ogni continente, e i nuovi dati mostrano come nella Amazzonia brasiliana gli incendi forestali sono cresciuti di più del 50% rispetto al 1996. L’enorme estensione di questi incendi è una chiara indicazione che il mondo ha difficolta’ a far fronte al fenomeno e ad arginarlo”.

L'incendio di un bosco (foto CatPress©)


Gli incendi non sono cominciati per caso. Molti sono stato appiccati deliberatamente, e spesso illegalmente, per deforestare territori da destinare all’agricoltura e alle piantagioni, per nascondere il taglio illegale del legname e qualche volta per lasciare spazio all’espansione edilizia. Gli incendi sono stati peggiori quest’anno in parte a causa
dell’evento climatico denominato “El Nino”, il piu’ intenso di tutto il secolo, che ha causato siccità su vaste zone del pianeta. Le manifestazioni di “El Nino” stanno divenendo più intense e frequenti, probabilmente come risultato dei mutamenti climatici prodotti dalle emissioni di gas serra. Gli incendi stanno trasformando foreste umide in habitat secchi, che bruciano più facilmente non appena l’innalzamento globale della temperatura si fa sentire.

“Stiamo creando un circolo vizioso di distruzione, nel quale gli incendi sono sia un effetto dei mutamenti climatici che un fattore che contribuisce a questi cambiamenti,” ha detto Jeanrenaud sottolineando nel contempo che la maggior parte delle emissioni di anidride carbonica (la causa principale del riscaldamento globale) vengono dall’industria e dalle automobili delle nazioni industrializzate.

Per peggiorare le cose, quest’anno gli incendi in Indonesia a altre parti del sud-est Asiatico hanno provocato la combustione di depositi di torba che continueranno a bruciare nel sottosuolo per mesi o forse anche anni. Molti specialisti ritengono che gli incendi divamperanno nuovamente nella prossima stagione secca, cosa che potra’ solamente peggiorare l’alto costo umano ed ecologico di questa stagione di fuoco.

Secondo Nigel Dudley, coautore del rapporto del WWF, in alcune foreste gli incendi scoppiano naturalmente e possono persino avere un ruolo ecologico per mantenere la diversita’ biologica. “Ma oggi la relazione tra incendi dolosi e ecosistemi forestali naturali sta diventando sempre più pericolosamente sbilanciata.” ha detto. “Molte foreste che sono bruciate quest’anno non avrebbero dovuto bruciare mai. E al contrario, in alcuni casi foreste che dovrebbero ogni tanto bruciare naturalmente sono protette dagli incendi, portando sia problemi ecologici che incendi ancora più intensi nel futuro.”

Per esempio, negli Stati Uniti, dove gli incendi forestali sono abitudinalmente soppressi, i processi ecologici sono spezzati e l’accumularsi di materiali infiammabili nelle foreste crea un serio rischio di maggiori e più distruttivi incendi nel futuro. Il rapporto avverte che “ora il governo USA sta cercando di usare il rischio di incendi come una scusa per abbattere antiche foreste ricche di fauna selvatica per foraggiare l’industria del traffico di legname.”

“La gente è responsabile di questo circolo vizioso e la gente deve trovare le soluzioni,” ha dichiarato Jeanrenaud. “Le foreste sono un capitale produttivo: se incassiamo subito il capitale, che cosa rimarrà per i nostri figli e per il futuro della vita sulla Terra? I governi devono assumersi la piena responsabilità di prendere seriamente la minaccia degli incendi, e assicurare che una legislazione adeguata e i sistemi di prevenzione siano in grado di affrontare questo problema ormai drammatico”

(*) “L’anno in cui il mondo prese fuoco” di Nigel Dudley e Jean-Paul Jeanrenaud

Questa pagina
è a cura del
WWF
Fondo Mondiale
per la Natura


 
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