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| 1966: L'alluvione di Firenze
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Il 4 novembre del 1966
l'Arno allagava la città.
Le immagini e i racconti di quei giorni in un libro.
Dal senatore USA Ted Kennedy al prof.Umberto Baldini, dal ministro Vannino Chiti al prof. Alfio Del Serra
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Una delle piante più care all’Umanità è quella del cotone. Una piccola e preziosa pianta che con le sue fibre ci permette di creare di che coprirci. I maggiori produttori sono tre paesi dell’est del mondo: Cina, Pakistan e India che insieme arrivano quasi al 50% della produzione mondiale di cotone...
di Anna Luisa Cherenti
Una delle piante più care all’Umanità è quella del
cotone. Una piccola e preziosa pianta che con le sue fibre ci permette di creare
di che coprirci. I maggiori produttori sono tre paesi dell’est del mondo: Cina,
Pakistan e India che insieme arrivano quasi al 50% della produzione mondiale di
cotone.
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Pianta di cotone |
La coltura del cotone per i tre paesi che insieme superano i due miliardi di abitanti,
rappresenta la fonte di reddito per milioni di agricoltori. Questi contadini,
spesso estremamente poveri, ogni anno devono combattere contro una serie di parassiti
di questa pianta che ne distruggono i raccolti.
Per anni questi tre paesi, insieme a Filippine e Vietnam, sono stati il maggiore
mercato per le industrie di pesticidi, unica risorsa che i contadini avevano per
poter salvare il raccolto. L’uso massiccio di sostanze chimiche ha creato in questi
paesi conseguenze ambientali e sociali gravissime al punto che l’Unione Europea
ha deciso di stanziare 12 milioni di US$ per finanziare un progetto della FAO
(Programma di Alimentazione Mondiale) per la lotta biologica integrata.
L’obiettivo di questo progetto è di ridurre del 50% l’uso di pesticidi nei
campi di cotone di quei paesi e prevede, entro il 2004, l’allestimento di 3800
campi scuola attraverso i quali circa 100.000 contadini potranno approfondire
le conoscenze sull’ecosistema locale, potranno imparare le tecniche di coltura
biologica, dalla rotazione delle colture all’allevamento dei predatori naturali
dei parassiti. Si tratta dell’ultimo di una serie di interventi che la FAO promuove
a favore dell’agricoltura sostenibile, come in Asia dove oltre un milione di contadini
ha già beneficiato di analoghi aiuti nell’ambito della risicoltura.
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