“Abbiamo dati preoccupanti sull’inquinamento da benzene e da idrocarburi nelle nostre città, siamo afflitti dall’inquinamento estivo e primaverile; stiamo risolvendo in parte alcuni problemi riguardanti l’ossido di azoto e abbiamo risolto alcuni problemi che riguardano l’anidride solforosa”...
di Fiammetta Magnanensi
“Abbiamo dati preoccupanti sull’inquinamento da benzene e da idrocarburi nelle
nostre città, siamo afflitti dall’inquinamento estivo e primaverile; stiamo
risolvendo in parte alcuni problemi riguardanti l’ossido di azoto e abbiamo
risolto alcuni problemi che riguardano l’anidride solforosa”. Questo è
il quadro preoccupante che ci viene dato dal dott. Corrado Clini direttore generale
del Ministero dell’Ambiente.
E c’è una novità: i comuni italiani, col nuovo decreto sulla qualità
dell’aria, dovranno fornire non soltanto i dati aggiornati raccolti con le centraline
di monitoraggio ma anche conoscere con precisione il tipo e la fonte degli agenti
che inquinano le nostre aree urbane; dovranno capire come si muovono nell’atmosfera
delle città i veleni che respiriamo e come si combinano tra loro le molecole
tossiche.
Per risolvere i problemi della qualità dell’aria non basteranno più
le misure adottate fino ad oggi come la circolazione dei veicoli a targhe alterne
e gli amministratori avranno carta bianca. Il numero dei veicoli in circolazione
nelle città ha raggiunto un numero così elevato che i sistemi adottati
fino ad oggi non possono più risolvere il problema dell’inquinamento. Nel
frattempo, dopo aver bloccato la circolazione dei veicoli non catalizzati nei
centri storici, i sindaci si sono accorti che una delle fonti di grande inquinamento
sono i motorini. Solo nella città di Firenze ne sono stati contati 180.000
al giorno che creano un tipo di inquinamento simile a quello dei camion.
A causa di questo sempre maggiore inquinamento nei centri urbani è notevolmente
cresciuto il numero dei malati d’asma, l’aumento delle allergie e i casi di
cancro che colpiscono soprattutto bambini e anziani.
Il Ministero dell’Ambiente ha solo informazioni di massima sull’inquinamento
dovuto al traffico auto-veicolare e non ha i dati quotidiani sul quantitativo
di inquinanti che fuoriescono dai tubi di scarico di bus, camion e auto nei
centri urbani italiani e finalmente afferma che a questo punto diventa necessario
cambiare la localizzazione degli impianti industriali che producono inquinamento.
Di sicuro sta diventando sempre più difficile vivere nelle città e
pare sia arrivato il momento di fare delle scelte radicali se vogliamo veramente
evitare che i nostri centri urbani diventino delle gabbie di morte con costi
sempre più elevati per i singoli e per la collettività.