Le bambine e le donne dei campi profughi del Darfur, che costituiscono la larga maggioranza della popolazione che affolla gli 11 campi di accoglienza del Sudan, sono in quotidiano pericolo.
Questo pericolo sono le aggressioni sessuali che avvengono quando le povere vittime sono costrette ad avventurarsi al di fuori del perimetro dei campi in cerca di legna da ardere.
Gli autori li conoscono tutti: si tratta dei predoni Janjaweed, milizie musulmane filo-governative sudanesi a cavallo, che terrorizzano le popolazione dell'area senza che nessuno riesca a fermarle e che si sono arricchite portando via il bestiame alle popolazioni animiste.
Sono infatti queste milizie i responsabili della fuga delle popolazioni del Darfur e utilizzano queste violenze contro la popolazione indifesa anche con lo scopo di terrorizzare ulteriormente la gente dei campi profughi già impaurita dalla guerra.
Nonostante gli sforzi della comunità internazionale, la situazione del Darfur, la regione del Sudan straziata da una lunga guerra, non è affatto migliorata. L'intervento delle agenzie delle Nazioni Unite riesce ad arginare l'emergenza senza purtroppo fermarla a causa di una guerra che non rispetta alcuna tregua. La situazione, secondo le agenzie ONU, è di emergenza nell'emergenza.
Ogni mese, 12 mila bambini affetti da malnutrizione, dei quali 2.000 in condizioni gravi, vengono assistiti dall'Unicef con terapie nutrizionali e oltre 167 mila bambini in età compresa tra 6 e 13 anni hanno potuto beneficiare dell'apertura di 1.200 classi scolastiche provvisorie e 68 aule permanenti ricostruite. Nonostante gli sforzi della cooperazione internazionale, nei mesi scorsi migliaia di bambini hanno però dovuto smettere di andare a scuola per aiutare i genitori a procurarsi l'acqua potabile, introvabile a causa della siccità e dell'inquinamento dei pochi pozzi rimasti.
L'Unicef ha inoltre vaccinato oltre 2 milioni di bambini contro il morbillo, malattia mortale in situazioni di sottonutrizione della regione e ha continuato le vaccinazioni anti-polio su 150 mila bambini nell'area orientale del Jebel Marra mentre altri 200 mila saranno vaccinati a breve.