Fino al 9 ottobre 2005 Fiesole (Firenze), ospita la mostra "Quando l'Himalaya era più lontano delle stelle: spedizioni astronomiche d'altri tempi, 1913-1914". Un percorso fotografico e scientifico molto utile per le scuole ma anche per semplici osservatori interessati alla bellezza della più alta catena montuosa del pianeta.
La catena dell'Himalaya infatti ha le più alte vette della Terra che
si distribuiscono tra i 2.400 km di lunghezza e che in alcuni punti raggiunge
la larghezza di 200 km separando India, Nepal e Bhutan dalla Cina. La mostra,
a ingresso gratuito, si può visitare si può visitare a Fiesole
alla Basilica di Sant'Alessandro, con orario 16.00-20.00 da martedì a
venerdì, 11.00-13.00 e 16.00-20.00 da sabato a lunedì..
All'iniziativa collaborano l'Osservatorio Astrofisico di Arcetri, l'Associazione
Ludica e il Centro Culturale Cattolico di Fiesole. La mostra racconta, attraverso
fotografie, libri, pannelli descrittivi di luoghi e personaggi, oggetti e strumenti
dell'epoca, l'eccezionale impresa di alcuni scienziati-esploratori che agli
inizi del ‘900 si addentrarono per la prima volta nell'Himalaya, Karacoroum
e Turkestan cinese per andare alla scoperta degli ultimi luoghi della Terra
che ancora rimanevano sconosciuti agli occidentali.
L'avventura ha sempre avuto un fascino particolare per l'uomo. Se questa poi
è unita a grandi imprese, volta alla scoperta di luoghi inesplorati,
diventa mito. Il titolo dell'esposizione vuole trasmettere al visitatore proprio
il senso dell'esplorazione di luoghi così lontani che richiesero una
preparazione complessa, durata quasi due anni: in un'epoca in cui i grandi telescopi
avvicinavano oramai l'intero universo all'occhio dell'uomo, c'era ancora la
difficoltà di raggiungere luoghi remoti ed impervi, l'emozione di trovarsi
di fronte a popoli fino ad allora sconosciuti e al tempo stesso molto diversi
da noi.
In mancanza dei nostri moderni sistemi di comunicazione che avvicinano ed
uniformano, le diversità etniche erano profonde e le testimonianze degli
esploratori di allora offrono ancora oggi l'emozione di chi si è trovato
a contatto con queste genti per la prima volta: luoghi, castelli, monasteri,
simboli di una profonda religiosità, che forse oggi non esistono più
.
Per informazioni 055 2307750