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1966: L'alluvione di Firenze


Il 4 novembre del 1966
l'Arno allagava la città.
Le immagini e i racconti
di quei giorni in un libro.
Dal senatore USA
Ted Kennedy
al prof.Umberto Baldini,
dal ministro Vannino Chiti
al prof. Alfio Del Serra
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Ambiente: Mostra fotografica e scientifica sull'Himalaya

FotoreporterOn Line Fino al 9 ottobre 2005 Fiesole (Firenze), ospita la mostra "Quando l'Himalaya era più lontano delle stelle: spedizioni astronomiche d'altri tempi, 1913-1914". Un percorso fotografico e scientifico molto utile per le scuole ma anche per semplici osservatori interessati alla bellezza della più alta catena montuosa del pianeta.

La catena dell'Himalaya infatti ha le più alte vette della Terra che si distribuiscono tra i 2.400 km di lunghezza e che in alcuni punti raggiunge la larghezza di 200 km separando India, Nepal e Bhutan dalla Cina. La mostra, a ingresso gratuito, si può visitare si può visitare a Fiesole alla Basilica di Sant'Alessandro, con orario 16.00-20.00 da martedì a venerdì, 11.00-13.00 e 16.00-20.00 da sabato a lunedì..

All'iniziativa collaborano l'Osservatorio Astrofisico di Arcetri, l'Associazione Ludica e il Centro Culturale Cattolico di Fiesole. La mostra racconta, attraverso fotografie, libri, pannelli descrittivi di luoghi e personaggi, oggetti e strumenti dell'epoca, l'eccezionale impresa di alcuni scienziati-esploratori che agli inizi del ‘900 si addentrarono per la prima volta nell'Himalaya, Karacoroum e Turkestan cinese per andare alla scoperta degli ultimi luoghi della Terra che ancora rimanevano sconosciuti agli occidentali.

L'avventura ha sempre avuto un fascino particolare per l'uomo. Se questa poi è unita a grandi imprese, volta alla scoperta di luoghi inesplorati, diventa mito. Il titolo dell'esposizione vuole trasmettere al visitatore proprio il senso dell'esplorazione di luoghi così lontani che richiesero una preparazione complessa, durata quasi due anni: in un'epoca in cui i grandi telescopi avvicinavano oramai l'intero universo all'occhio dell'uomo, c'era ancora la difficoltà di raggiungere luoghi remoti ed impervi, l'emozione di trovarsi di fronte a popoli fino ad allora sconosciuti e al tempo stesso molto diversi da noi.

In mancanza dei nostri moderni sistemi di comunicazione che avvicinano ed uniformano, le diversità etniche erano profonde e le testimonianze degli esploratori di allora offrono ancora oggi l'emozione di chi si è trovato a contatto con queste genti per la prima volta: luoghi, castelli, monasteri, simboli di una profonda religiosità, che forse oggi non esistono più
.
Per informazioni 055 2307750


 
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