Nel mondo, per malattie correlate con l'Aids, muore un bambino al minuto, 1.400 al giorno. Tra i piccoli colpiti dalla malattia meno del 5 per cento riceve assistenza e cure mediche. Inoltre quindici milioni di bambini, a causa dell'Aids, diventata malattia pandemica da 25 anni, hanno perso almeno un genitore mentre quattro ragazzi su cento tra i 15 e i 24 anni diventano sieropositivi. Davanti a questo scenario il Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha affermato che l'Aids sta distruggendo l'infanzia.
La campagna è portata avanti dall'Unicef con Unaids, l'Agenzia ONU che si occupa dei servizi di supporto e informazione alla lotta contro la sindrome di immunodeficienza acquisita è stata battezzata "Uniti per i bambini. Uniti contro l'Aids”.
Si muove su quattro punti principali: la prevenzione della trasmissione della malattia da madre a figlio, il trattamento pediatrico, la prevenzione sui giovani e la protezione e l'aiuto ai bambini colpiti da Aids. Ma per lavorare in modo adeguato occorrono le risorse economiche. I conti portati dell'Unaids dicono che occorrono 55 miliardi di dollari per i primi tre anni e 22 miliardi per tutto il 2008.
Secondo l'Unicef esiste purtroppo un lato nascosto della malattia: milioni di bambini che hanno perso i genitori a causa della malattia, non hanno cibo, educazione scolastica, assistenza sanitaria e altre fondamentali forme di protezione che l'infanzia dovrebbe avere.