Il 4 novembre ricorrono trentanove anni dall'alluvione che nel 1966 sconvolse Firenze. E come ogni ricorrenza, anche questa sarà celebrata...(di Silvia Messeri)
Alluvione
di Firenze: una ricorrenza da non "celebrare"
di Silvia Messeri
Il 4 novembre
ricorrono trentanove anni dall'alluvione che nel 1966 sconvolse Firenze. E come
ogni ricorrenza, anche questa sarà celebrata. Con tante iniziative tra
le quali convegni, incontri, raduni, concerti, mostre. Anche su questo sito
c'é una mostra fotografica, ci sono interviste, testimonianze.
Diciamo subito
che tutto questo non è per "celebrare". Non si celebra un evento
drammatico che provocò morti, distrusse opere d'arte, lasciò cinquemila
famiglie senza tetto, cancellò seimila botteghe su diecimila e svelò
l'impotenza e l'inettitudine dell'apparato statale. Queste pagine sono per
"ricordare"... Ricordare, innanzitutto, i fiorentini che questo
evento l'hanno vissuto in prima persona e sulla loro pelle. Che hanno spalato
il fango con i secchi, con le mani, con il poco che avevano a disposizione
fino a che, sei giorni dopo l'alluvione, sono finalmente arrivate le ruspe.
Ricordare che,
dopo trent'anni, Firenze è ancora più a rischio, i danni sarebbero
più ingenti ma, forse, le ruspe arriverebbero prima. Ricordare tutti
coloro che hanno affiancato la città di Firenze nell'immane lavoro di
ricostruzione.
Ecco perché
l'appello agli angeli del fango. Perché se c'è qualcosa da celebrare
è proprio l'ondata di solidarietà che, dopo quella della piena,
travolse Firenze. E noi non l'abbiamo dimenticata.