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| 1966: L'alluvione di Firenze
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Il 4 novembre del 1966
l'Arno allagava la città.
Le immagini e i racconti di quei giorni in un libro.
Dal senatore USA Ted Kennedy al prof.Umberto Baldini, dal ministro Vannino Chiti al prof. Alfio Del Serra
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| Mostre: Isabelle Fordin in mostra nell’oscurità della sua “camera bianca” |
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Si inaugura il 10 maggio alle 18 all’Istituto Francese “La chambre”, installazione di Isabelle Fordin, a cura di Vittoria Blasi. La mostra, visitabile fino al 29 giugno, è coprodotta con l’Accademia delle Belle Arti nell’ambito del progetto Architetture del Bianco n°1, col sostegno di Ente Cassa di Risparmio di Firenze e AAIFF.
Isabelle Fordin, già nota in Italia per le sue numerose esposizioni nella capitale - tra cui la partecipazione con questa stessa opera della Notte Bianca di Roma 2006 insieme a Robert Cahen e Philippe Laleu - riflette sui modi di abitazione dello spazio, attraverso incarnazioni, materie visive, tattili ed auditive. In uno spazio dominato dall’oscurità, l’artista francese propone architetture di ambienti bianchi, creando spazi che esaltano la segretezza del colore bianco, da scoprire con una piccola luce che guida lo spettatore nel disvelamento dei valori plastici.
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Una delle opere dell'artista francese Isabelle Fordin in mostra a Firenze
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Un viaggio tra le pieghe e i suoni del bianco, tra immagini fotografiche stampate su tela e rielaborate, tra stimolazioni visive e sonore, che ci racconta una storia in cui rappresentazioni differenti suggeriscono l’idea dell’eterna rinascita. Il tessuto da paracadute, abbandonato nello spazio con i segni delle volute naturali, è assunto come simbologia della nuvola che separa il visibile e l’invisibile, il terrestre e il divino. Il suono elaborato col compositore inglese Mike Cooper accompagnata e integra ogni immagine con un proprio design acustico.
“Il bianco, successivo alla ricerca monocroma – scrive la curatrice Vittoria Biasi, docente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze – è lo spazio, la pausa, il passaggio della riorganizzazione, di chiaro rimando alla concezione filmica di Kieslowki e agli studi di Henri Meschonnic e di Carlo Ginzburg. Riflessioni deformate, frammentate su materiali specchianti di architetture contemporanee contribuiscono alla formazione di un visus e di una visione del bianco desideroso del corpo, della pelle, delle pulsioni, delle differenze”.
Isabelle Fordin si è diploma alla Scuola Nazionale Superiore di Espressione Plastica (1996) ed ha ottenuto una Borsa di studio dal Ministero degli Affari Esteri francese (1997-98). Dal 1993 espone in gallerie e musei di varie città d’Europa
La sua prima personale è stata ospitata al Palais des Arts di Tolosa (1996). In Italia, tra le mostre più significative, quelle ai Fori Imperiali, al Teatro Vascello, alla Biennale dei Giovanni Artisti d’Europa e del Mediterraneo, al Museo Nazionale d’Arte Orientale (2001).
Nel 2002 viene invitata alla collettiva Thaï-Italian Space ala National Gallery di Bangkok. Nel 2003 è selezionata per il progetto Eclipse, organizzato da Il Sole 24 ore e presentato all’Artandgallery di Milano e alla Fondazione Pistoletto di Biella; contemporaneamente realizza un’installazione per la V edizione del Napoli Strit Festival. Nel 2004 realizza A tavola con l’Arte, sulla decorazione della tavola nell’ambito della Mostra dell’abitare promossa dalla Camera di Commercio di Roma, mentre nel 2006 partecipa ad Archittetture del bianco promossa dall’Università La Sapienza nell’ambito della Notte bianca e ad Abstracta 2006 mostra internazionale del cinema astratto con il video Empty Bottles.
Informazioni: fino al 29-giugno 07 - lun / ven : 10h30 /18h30
Ingresso libero > Info 055 2718801 / www.istitutofrancese.it
Infostampa / Francesca Ristori T 055 2718820 / Cell. 348 6106610
(9 maggio 2007)
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