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1966: L'alluvione di Firenze


Il 4 novembre del 1966
l'Arno allagava la città.
Le immagini e i racconti
di quei giorni in un libro.
Dal senatore USA
Ted Kennedy
al prof.Umberto Baldini,
dal ministro Vannino Chiti
al prof. Alfio Del Serra
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Infanzia&Adolescenza: Da San Rossore il decalogo per i diritti dell'infanzia

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Dal 7° Meeting di San Rossore (Pisa) dedicato alle donne e ai bambini tenutosi il 19 e 20 luglio 2007, è nato un decalogo per garantire il rispetto dei diritti dei bambini nel mondo. I 10 punti verranno presentati all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dicembre 2007.



L'incontro era organizzato da Regione Toscana e Unicef, si è svolto alla presenza dei rappresentanti dei governi nazionali, dei parlamenti nazionali, autorità regionali e locali, istituzioni europee, il Consiglio d’Europa, l’Organizzazione internazionale del lavoro, l’Organizzazione mondiale della sanità, organismi per i diritti umani e istituzioni indipendenti, capi religiosi, istituti accademici e membri di organizzazioni della società civile.






Il decalogo

1. Garantire l’attuazione degli obiettivi previsti dalla Dichiarazione, dal Piano di azione della Sessione speciale dei Bambini e dall’Agenda del millennio per assicurare un progresso duraturo nella realizzazione dei diritti dell’infanzia, in particolare per garantire l’istruzione primaria universale, diminuire la mortalità infantile, migliorare la salute materna.

2. Impegnare gli Stati al rispetto di quanto sottoscritto per i diritti dei bambini, per la tutela e promozione del benessere così come previsto dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia (co mpreso un uso consapevole delle rete internet, perché diventi uno “spazio sicuro”, in modo che i bambini possano prevenire le violazioni dei propri diritti).

3. Garantire le risorse per assicurare la realizzazione dei diritti dei bambini in conformità con la Convenzione sui diritti dell’infanzia (per l’aiuto allo sviluppo era previsto un investimento dell’0,7% del Pil, attualmente l’Italia è ancora allo 0,2%).

4. Dimezzare la povertà infantile e l’esclusione sociale dei bambini, considerando questo obiettivo una priorità esplicita delle politiche nazionali. Stabilire traguardi temporalmente definiti e identificare indicatori adeguati per promuovere e valutare i progressi in tutte le dimensioni del benessere infantile, incluse la salute e la sicurezza, l’istruzio ne, la casa, le relazioni sociali, la partecipazione civica e la percezione del proprio benessere da parte dei bambini.

5. Garantire un duraturo miglioramento degli standard di vita dei bambini, attraverso l’accesso universale ai servizi sociali di qualità, la mobilitazione delle risorse necessarie per la realizzazione dei diritti dell’infanzia.

6. Garantire la riduzione delle disparità economiche e sociali, dando priorità a coloro che appartengono ai gruppi più vulnerabili.

7. Attivare un monitoraggio sui risult ati raggiunti nella realizzazione di “Un mondo a misura di bambino” e sull’attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia , nonché la valutazione permanente dell’efficacia delle azioni promosse a livello regionale, nazionale e territoriale, attraverso valutazioni di impatto, raccolta, analisi e diffusione di dati sui bambini.

8. Rafforzare tutti gli organi regionali, nazionali ed internazionali per la protezione dei diritti dell’infanzia, attraverso lo sviluppo di istituzioni indipendenti per i diritti dei bambini e il coordinamento delle azioni dei governi e tra i governi nazionali e le istituzioni territoriali.

9. Impegnare le autorità regionali e locali per costruire regioni, città e municipalità “amiche dell’infanzia” e promuovere pratiche di buon governo locale per garantire la realizzazione dei diritti dell’infanzia e la partecipazione dei bambini.

10. Garantire l’applicazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e la sua conoscenza tra i bambini e le bambine , quale contributo al processo di rafforzamento della loro identità sociale e dei loro diritti di partecipazione.

(25 luglio 2007)

 
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