La sede espositiva è la ottocentesca stazione ferroviaria "La Leopolda", la mostra è un insieme di ambienti in cui 13 fashion-designers con il contributo determinante di 14 artisti di oggi dimostrano la propria idea sulla trasformazione dell'immagine contemporanea del corpo...(di Angela Tumminelli)
1a Biennale di Firenze
New Persona/New Universe
Trasformazioni del corpo umano e mutate identità dei ruoli
di Angela Tumminelli
La sede espositiva
è la ottocentesca stazione ferroviaria "La Leopolda", la mostra
è un insieme di ambienti in cui 13 fashion-designers con il contributo
determinante di 14 artisti di oggi dimostrano la propria idea sulla trasformazione
dell'immagine contemporanea del corpo.
Vere e proprie
provocazioni le installazioni utilizzano vari linguaggi, da quello fotografico
a quello della musica, del design fino a quello tecnologico offerto dallo
Hubble Telescope.

L'architetto Arata Isosaki, progettista dei sette Padiglioni
dove sono esposte le opere create da Artisti e Stilisti
(foto di Gianfranco Gorgoni, concessa dall'ufficio stampa della Biennale di
Firenze)
Fra tutte la installazione
che ha inizialmente attirato più visitatori è quella di David Bowie
il conosciuto cantante, attore, alla sua prima esperienza pubblica di artista.
I suoi robot in un ambiente scuro ovattato da particolari suoni forse vogliono
far pensare ai nostri abbigliamenti futuri ridotti all'essenziale, ma la condizione
del robot, sospeso, impiccato ad una scatola contenente un luminoso ufo, è
inquietante.
Certamente più
rassicurante la realizzazione di Vivienne Westwood con i suoi abiti del Settecento,
pieni di jabot e trine, sistemati in tranquilli manichini che sembrano avvolgere
in un'atmosfera di altri tempi il visitatore. Molti gli interventi che sviluppano,
deformando la realtà, il tema della identità dei ruoli femminile
e maschile, sia culturali che sessuali. Su quest'ultimo aspetto giocano in
diversi, alcuni con figure mostruose dai molti arti, sessuate o viceversa
con un sesso ingigantito, in primo piano.
Originalissimo
lo spazio del giapponesi Yohj Yamamoto che ha costruito una serie di figure
che di umano hanno solo la forma perché sono fatte di legno. Fuscelli,
rami di varie dimensioni che, levigati dalle acque, dal vento e da altre intemperie,
hanno perso materia e acquistato una patina vissuta. Assemblati insieme, questi
pezzi di legno, hanno acquistato vita propria e assunto l'immagine di personaggi
che popolano oggi uno degli ambienti per propria natura freddi e distaccati
di quella che fu un tempo una stazione ferroviaria.
La mostra alla
Leopolda a Porta a Prato è dunque una girandola molto varia di immagini
capace di incuriosire e in alcuni casi di divertire.
Orario: 10-18, chiuso
il martedì. Costo del biglietto lire 12.000 Catalogo 256 pagine, 230 illustrazioni
in nero e a colori, brossura lire 80.000 - Skira Editore - Milano.