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Arte: Bologna, inaugurato al MAMbo spazio permanente dedicato alla collezione

Agenzia di Stampa



A dieci mesi dalla sua inaugurazione il MAMbo presenta un nuovo progetto espositivo che prevede il riallestimento di una ricca selezione di opere provenienti della collezione ex-GAM, l'apertura di nuovi spazi per le attività collaterali, ma soprattutto l'esposizione delle acquisizioni più recenti.



Anche il New York Times ha recentemente dedicato al museo un bel servizio che lo colloca in una dimensione internazionale. Il 24 febbraio scorso la giornalista americana Ann Wilson Lloyd, in un lungo articolo sul prestigioso quotidiano USA dal titolo “Finding New Life in the Arts” scriveva: “Con un nuovo museo, un centro per il cinema e una sala dedicata alla musica, l’area compresa tra Via Don Minzoni e Via Riva di Reno è stata recuperata e trasformata in un nuovo quartiere dedicato all’arte e alla cultura, meglio conosciuto col nome di ‘Manifattura delle Arti’. Il nucleo centrale di questa ‘Factory of the Arts’ è il MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna, che ha aperto i battenti nella scorsa primavera nei locali che una volta ospitavano un antico forno (la Fabbrica del Pane). La massiccia struttura in pietra con grandi finestre ad arco, altissimi solai e travi in acciaio a vista, viene già identificata come l’equivalente italiano della Tate Modern di Londra. La mostra inaugurale ‘Vertigo’ è stata curata da Germano Celant, curatore presso il Guggenheim Museum di New York, con la presentazione di una selezione importante di artisti contemporanei, da Anselm Kiefer e Bill Viola a Enzo Cucchi e Andreas Gursky. Le mostre attualmente in corso includono una personale di Luigi Ontani e i lavori comuni degli artisti americani Wade Guyton e Kelly Walker”.


Senza titolo (1995) di Giuseppe Gabellone, una delle opere esposte al MAMbo. Vai a vedere la MAMbo Gallery



Queste parole sono decisamente un buon biglietto da visita sul piano internazionale per uno spazio che in questi giorni, ad appena dieci mesi dalla sua apertura e sotto la direzione scientifica di Gianfranco Maraniello, propone un nuovo progetto espositivo che prevede il riallestimento di una ricca selezione di opere provenienti dalla collezione della ex-GAM, l’apertura di nuovi spazi dedicati alle attività collaterali, ma soprattutto l’esposizione delle recenti acquisizioni dell’istituzione frutto della partnership con UniCredit e del sostegno della Regione Emila Romagna.

A partire dal 16 marzo 2008 MAMbo adibisce le sale espositive del piano terra a luogo dedicato alle sue collezioni, concludendo il processo di trasformazione iniziato con il trasferimento del museo nella nuova sede dell’ex Forno del Pane, consolidando così quella vocazione verso le pratiche artistiche e culturali del contemporaneo che già caratterizzava l’attività della Galleria d’Arte Moderna.

La naturale inclinazione dell’istituzione alla cultura visiva e alla sperimentazione pone quindi come fine primario quello di fare del museo un testimone attento e scrupoloso del proprio tempo. Da qui l’idea di presentare la collezione, cuore del patrimonio e dell’attività del MAMbo, suddividendola in due aree principali, SpazioGAM e Focus on Contemporary Italian Art, concepite con l’intento di creare un percorso in grado di far comprendere al visitatore l’evoluzione storica, artistica e metodologica che ha caratterizzato l’operato della Galleria d’Arte Moderna in passato e che traccia le linee guida del lavoro di MAMbo oggi.

Come accade per tutte le collezioni dei musei bolognesi, anche alla collezione del MAMbo l’ingresso sarà gratuito, secondo una politica culturale che mira a sviluppare nei cittadini un legame con il patrimonio artistico, creando un’importante e produttiva familiarità con i luoghi della cultura e della ricerca

SpazioGAM.intro presenta una selezione di opere pittoriche, fotografiche e video dagli anni ’50 alla fine degli anni ’90 raggruppate in una suggestiva quadreria che accoglie il visitatore al suo ingresso e lo obbliga ad attraversare fisicamente uno spazio che metaforicamente rappresenta le radici del museo e la sua memoria storica. In questa sezione sono esposte opere di più di 50 autori, tra cui, per citarne solo alcuni, Marina Abramovic, Luciano Bartolini, Davide Benati, Alberto Burri, Enrico Castellani, Giuseppe Chiari, Lucio Fontana, Pietro Gilardi, Fausto Melotti, Nino Migliori, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Giuseppe Zigaina.



Focus on Contemporary Italian Art

Pur disponendo di opere di artisti internazionali, MAMbo ha deciso in quest’occasione di focalizzare l’attenzione sulla più recente scena italiana. Per la prima volta un'istituzione museale si pone in modo esplicito quella che è una vera e propria questione generazionale, dimostrandosi non solo sensibile al tema più generale della ricerca in Italia, ma sottolineando come sia dovere di un museo d’arte contemporanea fare il punto sulla produzione artistica del suo Paese.

MAMbo ospita tale progetto nella grande sala dei forni: spazio che più di ogni altro sembra evocare l’idea di laboratorio, di fabbrica creativa in grado non solo di contenere ma anche di confrontarsi con opere e forme espressive differenti tra loro. Evitando percorsi cronologici o forzati raggruppamenti tematici, è il rapporto “aperto” tra i lavori di alcuni dei più interessanti artisti di oggi a creare un ambiente vivo, in cui trovano espressione poetiche e pratiche artistiche ibride in continuo confronto con l’architettura e il design.

Uno spazio dove si intraprendono la sperimentazione di nuovi media e il ripensamento delle tecniche tradizionali, si concepiscono opere che sono veri e propri dispositivi in cui ospitare film, concerti o performance di altri protagonisti della cultura magari provenienti da diversi versanti disciplinari.

Per la realizzazione di questo ambizioso progetto MAMbo si avvale della partnership avviata con UniCredit Group nel 2007 e tesa non solo all’acquisizione, ma alla produzione di opere da proporre in occasione di importanti eventi artistici così da sostenere e favorire sempre più la presenza di artisti italiani nei maggiori circuiti espositivi con la qualità dei loro progetti. L’impegno per il futuro consiste quindi nel consolidare questa importante partnership, in cui la progettualità imprenditoriale affianca il lavoro del museo, garantendo un alto livello di qualità delle sue proposte e un costante sviluppo e approfondimento della propria ricerca.

Artisti:
Stefano Arienti, Sergia Avveduti, Massimo Bartolini, Vanessa Beecroft, Carlo Benvenuto, Simone Berti, Davide Bertocchi, Monica Bonvicini, Pierpaolo Campanini, Loris Cecchini, Lara Favaretto, Giuseppe Gabellone, Luisa Lambri, Eva Marisaldi, Davide Minuti, Luca Pancrazzi, Paola Pivi, Riccardo Previdi, Elisa Sighicelli, Alessandra Tesi, Patrick Tuttofuoco, Nico Vascellari, Francesco Vezzoli.

Tra le iniziative correnti del MAMbo va inoltre ricordato anche TIME CODE, il progetto a cura di Fabiola Naldi e Alessandra Pioselli di cui restano ancora quattro degli otto appuntamenti previsti e dedicati al video. Gli incontri sono iniziati il 15 novembre 2007 e termineranno il 12 giugno 2008; durante questo periodo verranno presentati sedici artisti nazionali e internazionali che, attraverso i loro lavori, si sono soffermati sull’analisi e la rielaborazione di diversi codici temporali. (mb)

(25 marzo 2008)

Info:
MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Minzoni, 14
(+39) 051 6496611

 
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