Ancora una volta il Comune di Monsummano Terme, da diversi anni promotore di iniziative culturali, ha inaugurato una mostra di pittura e scultura che sicuramente verrà apprezzata non solo dai critici ma anche dal pubblico.
La mostra "Colloquio col Visibile"
realizzata a Villa Renatico-Martini col contributo della Regione Toscana è
rimasta aperta aperta fino al 2 Marzo 1997. Si tratta di un'esposizione di pittura
e scultura, composta da oltre un centinaio di opere, che sottolinea i fermenti
artistici di Firenze del dopoguerra.
Sono così presenti
i rappresentanti del "Nuovo Umanesimo" e de "I Nuovi Pittori
della Realtà", artisti di due movimenti che, anche se di breve durata,
hanno costruito un pezzo di storia dell'arte italiana del dopoguerra. Oggi é
possibile vedere le loro opere con un po' di distacco dal loro periodo storico
e certamente possono venire meglio apprezzati.
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Pietro
Annigoni Ritratto di Salvatore Ferragamo. Olio su tela, 1949 - Collezione
Wanda Ferragamo
(dal catalogo della mostra) |
Tredici artisti
di talento che ci mostrano una stagione della quale non si parla spesso forse
perché ancora troppo vicina a noi ma viva e interessante. E' un periodo
nel quale ferve l' arte figurativa astratta e i rappresentanti della "Realtà",
nel loro manifesto programmatico del '47, provocatoriamente sottolineano di
essere nel vero, di aver ragione e gli altri torto e continuano dicendo: "...rinneghiamo
la pittura contemporanea espressione del falso progresso. Noi ricreiamo l'arte
dell'illusione della realtà, eterno e antichissimo seme delle arti figurative".
| Gregorio
Sciltian
Lettera d'amore. Olio su tavola, 1949 - Collezione privata (dal catalogo
della mostra) |
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Fu l'interessante incontro tra un simpatizzante comunista come Xavier Bueno
e un antibolscevico come il russo Gregor Sciltian a dare l'avvio al gruppo di
artisti andando oltre gli schieramenti politici. Contribuirono poi Annigoni
e Antonio Bueno, fratello di Xavier, Acci, Serri e Guarienti. Anche se ebbero
successo di pubblico la critica non fu loro favorevole e li accusò di dipingere
in modo fotografico e di imitare i classici.
Ma oggi possiamo
darne un giudizio più distaccato in un contesto nel quale sono presenti
anche opere del "Nuovo Umanesimo" come quelle di Giovanni Colacicchi,
che scrisse la "dichiarazione" del movimento e Onofrio Martinelli,
quelle di Emanuele Cavalli e Ugo Capocchini, le sculture di Oscar Gallo e Quinto
Martini che, come il gruppo di Sciltian, rifiutarono qualsiasi influenza di
astrattismo ci fanno ritrovare una dimensione esclusivamente figurativa. (sp)
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