“Non abbandonarlo. Puoi partorire senza dare il tuo nome. Il suo futuro sarà protetto.” E' questo lo slogan scelto dal Ministero delle Pari Opportunità per l'inizio della campagna contro l'abbandono dei neonati. Presentata il 13 luglio 2005 la campagna inizia con la pubblicazione di 1 milione e 250 mila opuscoli, oltre che in italiano, anche in inglese, francese, spagnolo e arabo che verranno distribuiti in tutti i luoghi pubblici frequentati da donne, enti locali, associazioni di immigrati e associazioni femminili.
Dietro l'abbandono del proprio neonato ci sono sempre storie di solitudine e precarietà e la maggior parte delle mamme che lasciano il bebè sono donne straniere che non conoscono la protezione delle leggi italiane verso la madre e il bambino.
L'iniziativa nasce per informare le donne sulle opportunità e sulla protezione che la donna in difficoltà può avere nel caso non possa mantenere il proprio bambino dopo il parto e a breve sarà operativo un numero verde al quale le donne possono rivolgersi in caso di bisogno.
L'opuscolo preparato dal Ministero è nato con l'intento di spiegare alla madre, italiana o straniera che aspetta un bambino o che sta per partorire e si trova in difficoltà, che nel nostro paese è possibile partorire in modo anonimo ed è possibile non riconoscere il neonato mentre è un reato abbandonarlo.
La futura mamma può rivolgersi alle strutture sociali della città di residenza o alle associazioni femminili o religiose e le vengono anche riconosciuti, sia dallo Stato italiano che dai Comuni, in specifiche condizioni, anche gli assegni di maternità e se le donne sono straniere e clandestine possono usufruire di un ticket di gravidanza. Nel caso la donna fosse straniera e clandestina, non può essere espulsa per sei mesi dalla data del parto e ha la possibilità di iscriversi al servizio sanitario nazionale.