Uno dei dati che emergono nell’inchiesta condotta da Legambiente e Movimento Difesa del Cittadino è che troppi bambini guardano la TV fuori dalla “fascia protetta” e senza la presenza dei genitori. L'indagine è stata fatta in 13 regioni italiane su un campione di 2735 bambini di III, IV e V elementare e ragazzi delle scuole medie inferiori ed è stata presentata nel corso di Festambiente 2005.
Uno degli obiettivi della ricerca “Stop allo spot” era quello di rilevare i consumi alimentari di bambini e preadolescenti e l’influenza della pubblicità televisiva di cibi e bevande sulle loro abitudini e preferenze, ed ha preso in esame un campione composto da bambini tra i 7 e i 10 anni (58,5% degli intervistati) e dagli 11 anni e oltre (41,5%).
L’indagine ha messo in evidenza il rapporto dei ragazzi con la tv: il 61.9% dei bambini sostiene di guardare la tv 1-2 ore ogni giorno, mentre il 28,3% tra le 3 e le 4 ore. Dalle risposte alla domanda “Quando preferisci guardare la tv?” è emerso un dato particolarmente significativo: il 54,6% del campione guarda la tv soprattutto nelle ore serali, il 40% dalle 15.00 alle 19.00 e il 5,4% prima di recarsi a scuola; quindi solo il 40% dei ragazzi segue i programmi durante la cosiddetta fascia protetta sulla quale le emittenti devono porre particolare attenzione a programmi, spot e telepromozioni e la maggior parte fruisce della programmazione serale, durante la quale le misure di tutela dei minori sono ridotte o assenti, quasi sempre senza la presenza di un adulto. Alla domanda “Con chi guardi di solito la televisione?” solo nel 18,5 % dei casi i ragazzi hanno risposto “in compagnia di un adulto”.
Secondo Legambiente i ragazzi hanno un atteggiamento selettivo verso la pubblicità: il 48,2% degli intervistati infatti sostiene di cambiare sempre canale quando i programmi vengono interrotti dagli spot, mentre alla domanda “Perché c’è la pubblicità in tv?” il 66,3% del campione è consapevole che la pubblicità serva a convincere all’acquisto di prodotti. La funzione informativa degli spot è sostenuta solo dal 23,9% dei ragazzi, mentre il 9,8% crede che la pubblicità serva a segnalare i prodotti che “vanno di moda”.
Passando ai consumi e alle preferenze alimentari dei bambini, si conferma l’inclinazione a un regime alimentare tipicamente mediterraneo, ma è da sottolineare come il consumo regolare di bevande gassate, particolarmente caloriche e ingrassanti, sia indicato dal 55,8%: di questi il 43,1% accompagna i pasti principali con Coca Cola e un ulteriore 12,7% con aranciata e altre bibite gassate.
Infine, tenendo presente il rapporto tra la visione degli spot di prodotti alimentari e il desiderio degli stessi prodotti, l'indagine rileva che al 63% dei bambini raramente viene voglia di mangiare ciò che è reclamizzato, al 22,7% non hanno mai voglia di consumarlo e “solo” il 14,3 del campione ha sempre il desiderio di cibarsi o bere ciò che lo spot propone.