I videogiochi violenti fanno male. L'ultimo studio durato venti anni e portato avanti dagli psicologi Douglas Gentile e Craig Anderson è stato presentato all'ultimo congresso dell'American Psychological Association.
I due studiosi confermano che i videogiochi violenti, perché coinvolgenti e interattivi oltre che molto ripetitivi, aumentano l'aggressività dei bambini e ragazzi, specialmente in un periodo della loro crescita nel quale stanno imparando a distinguere cosa è bene e cosa è male. Gentile e Anderson confermano che è anche aumentato il tempo dei ragazzi passato davanti ai videogiochi arrivando alle 13 ore settimanali per i ragazzi e 5 ore per le ragazze.
Attraverso il videogiochi violenti, i suoi fruitori hanno la tendenza ad imitare le mosse pericolose sperimentate nella realtà virtuale, hanno un peggior rendimento scolastico e la tendenza a polemizzare con gli insegnanti. I bambini più influenzabili poi sono coloro che vengono maggiormente attratti dai videogames sanguinari dimostrando anche la tendenza a manifestare nel loro comportamento l'influenza che hanno dal videogioco. I ricercatori confermano il ruolo fondamentale dei genitori che hanno il compito di imporre delle regole e dei limiti all'uso dei videogiochi e controllare che non siano violenti.