Mutilazioni genitali: prigione fino a 12 anni per chi le pratica
Data: Venerdì, 03 febbraio @ 11:44:29 CET
Argomento: Agenzia di Stampa


Ogni anno, due milioni di bambine e di adolescenti rischiano di subire una mutilazione degli organi genitali. Nel mondo sono circa 130 milioni le donne in età compresa tra i 15 e 49 anni hanno subito infibulazione o clitoridectomia oppure un'escissione. Questi sono dati divulgati dall' Aidos - Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo.

Questa brutale pratica portata avanti soprattutto nei paesi dell'Africa sub sahariana, ma anche in Egitto, negli ultimi anni, con l'immigrazione è arrivata anche in Europa, Italia compresa. Ora però, grazie alla legge approvata dal Senato il 22 dicembre 2005, le mutilazioni genitali femminile sono vietate.

La legge tratta della normativa che, attraverso nove articoli, detta “le misure necessarie per prevenire, contrastare e reprimere le pratiche di mutilazione genitale femminile quali violazioni dei diritti fondamentali all'integrità della persona e alla salute delle donne e delle bambine”. Grazie a questa legge sono previste pene tra i 4 e i 12 anni di reclusione e l'interdizione dall'esercizio della professione per i medici che praticano questo tipo di menomazioni.

Lo stato italiano ha stanziato anche 5 milioni di euro l'anno per la prevenzione della pratica e per le campagne informative di sensibilizzazione rivolte alle comunità. L'Italia, attraverso progetti di cooperazione allo sviluppo, in accordo coi quei paesi che hanno questo tipo di tradizioni, si impegna a sviluppare dei programmi e dei centri anti violenza per accogliere le donne che vogliono sottrarsi e liberare le proprie figlie o parenti in età minore da questo tipo mutilazioni.

I paesi membri UE che hanno leggi specifiche in materia anche con il principio dell'extraterritorialità sono Austria, Belgio, Danimarca, Spagna, Svezia e Regno Unito mentre in Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Portogallo e Paesi Bassi le mutilazioni genitali femminili sono perseguibili secondo le legislazioni vigenti. Il Parlamento europeo nel frattempo, per sensibilizzare l'opinione pubblica e per ridurre sensibilmente la pratica delle mutilazioni genitali femminili, ha lanciato la campagna “Stop Mgf!” della durata di due anni.





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