Liberia: bambine abusate in campi profughi. Denuncia di Save the Children
Data: Marted́, 09 maggio @ 14:47:45 CEST
Argomento: Agenzia di Stampa


Una delle bambine intervistate nell'indagine di Save the Children racconta di avere avuto rapporti sessuali in cambio di denaro con lavoratori delle ONG mentre un'altra dice che se va con i soldati delle Nazioni unite può comprare cibo e ciò che le serve.



Dopo il disastro causato dalla guerra civile negli ultimi 15 anni, la Liberia ha visto circa 1 milione e 300 mila civili spostati dalle loro case e messe in campi profughi. Una situazione che ha portato il paese ad una condizione di povertà cronica che, a coloro che riescono a lavorare porta un reddito di circa 40 euro al mese.

Ma non sono solo coloro che lavorano nelle ONG ad essere coinvolti negli abusi verso bambine e bambini dei campi profughi del paese africano. Il documento di denuncia dell'organizzazione internazionale parla di militari delle Forze di Pace delle Nazioni Unite, poliziotti, militari liberiani, ex combattenti, lavoratori governativi, persone importanti dei campi, operatori di video clubs e altri.

L'età dei minori oggetto delle attenzioni è tra i 10 e i 15 anni ma ci sono stati casi di bambine di soli 8 anni che sono state abusate in cambio di qualche nocciolina o per poter vedere un film oppure per un giro in bicicletta. Qualche orco è stato più generoso offrendo un cellulare o dei vestiti mentre qualche altro non ha nemmeno pagato ciò che aveva promesso.

Il dossier, composto da 20 pagine (in inglese) intitolato “From Camp to Community: Liberia study on exploitation of children” (Dal campo alla comunità: indagine sullo struttamento dei bambini in Liberia) è stato realizzato alla fine del 2005 da un gruppo di operatori di Save the Children che ha intervistato 158 bambini e 167 adulti di quattro campi profughi.

In questo gruppo il 26% erano ragazzi, il 23% ragazze, 27% uomini e il 24% donne. Il documento parla di abusanti come uomini in età compresa tra i 30 e i 60 anni che hanno uno status o denaro. Alcuni di loro vivono nei campi mentre altri vengono da fuori o visitano i campi o vi lavorano temporaneamente mentre altri vivono nelle vicinanze.

In alcuni casi i genitori intervistati hanno persino parlato del fatto che l'abuso perpetuato alle loro figlie serviva a supportare economicamente l'intera famiglia per poter comprare cibo o beni di consumo essenziali.

Il dossier si conclude con le raccomandazioni all'ONU, alle agenzie delle Nazioni Unite, ai donatori, al governo liberiano, alle ONG e alle Forze di Pace delle Nazioni Unite indicando suggerimenti su come muoversi per evitare che ci siano pesanti conseguenze sulle comunità.







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