Giornata mondiale dei rifugiati. La storia di Muhammad, iraniano in Svezia
Data: Mercoledì, 21 giugno @ 01:43:49 CEST
Argomento: Agenzia di Stampa



Muhammad è iraniano. Vive in Svezia da 20 anni dove lavora come tassista a Stoccolma. E' uno dei tanti rifugiati politici che hanno avuto la fortuna di essere riusciti a fuggire dal loro paese perché perseguitati o in pericolo di vita e sono stati accolti con lo status di rifugiati. Ogni anno in tutto il mondo, il 20 giugno, si celebra la Giornata mondiale dei rifugiati e Muhammad rappresenta uno dei milioni di persone che sono dovuti scappare dalla propria terra per non morire.

"Sono stato tra coloro che hanno lottato contro il governo dello Scià di Persia Reza Pahlevi e hanno aiutato Komeini a prendere il potere in Iran sperando di avere un futuro migliore - racconta - invece la rivoluzione komeinista, come prima cosa, ha eliminato fisicamente tutti coloro che potevano rappresentare un'opposizione politica. Ha sterminato la mia famiglia".

Visto il pericolo che correva, Muhammad ha deciso di scappare dal suo paese. Fu una fuga rocambolesca. Con la moglie, il figlio di 2 anni e una sorella, scapparono a dorso di cammello e dopo quattro giorni e quattro notti riuscirono a raggiungere il confine afghano.

"Ci aiutarono i mujaiddin - continua - e riuscimmo ad arrivare, stremati, fino a un campo profughi". Riuscì ad ottenere il passaporto svedese e da quel momento sapeva di essere al sicuro. Poteva scegliere tra diversi paesi ma decise per la Svezia perché di quel paese conosceva le avventure di Pippi Calzelunghe che gli raccontava il babbo quando era bambino e sapeva che il popolo svedese era buono d'animo, aperto e pronto ad aiutare chi aveva bisogno.

l’UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) è la maggiore organizzazione sul pianeta che si occupa di rifugiati. Assiste 20,8 milioni di persone, tra rifugiati, sfollati, apolidi e altre categorie di migranti forzati che rientrano nella competenza dell’Agenzia. In base alle ultime statistiche, il numero di rifugiati nel mondo è sceso a 8,4 milioni, toccando il livello minimo da 26 anni a questa parte, mentre dal 2002 oltre 6 milioni di rifugiati hanno fatto ritorno nel proprio paese. In Italia i rifugiati sono circa 20mila e le domande d’asilo presentate nel 2005 sono state quasi 9.500.

Muhammad sa che non può tornare in Iran perché rischia ancora la vita per se e per la sua famiglia che ora comprende anche altre due figlie nate in Svezia. Spesso rappresentanti del governo iraniano chiedono ai parenti rimasti in Iran perché non è mai tornato dopo tanto tempo. Lui non ha alcuna intenzione di rischiare la vita e non ha alcuna fiducia nel governo iraniano del quale dice: "Non è pericoloso solo per me. E' pericoloso per tutto il mondo".

20 giugno 2006







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