
Settimana dell'Acqua a Stoccolma dal 20 al 26 Agosto 2006. Rapporto del WWF
Data: Luned́, 21 agosto @ 16:08:30 CEST Argomento: Blue Planet
L'Europa opulenta consuma quotidianamente una media di 200 litri d'acqua a persone mentre Stati Uniti e Giappone arrivano addirittura a consumarne 350 litri pro capite. Nei paesi dell'Africa sub sahariana invece il consumo è tra i 10 e i 20 litri a persona. Un contrasto che ci fa meditare soprattutto se pensiamo che una donna africana, per avere l'acqua, fa una media di 6 km al giorno. Ma l'emergenza acqua che si credeva solo dei paesi poveri ora tocca anche al mondo ricco. Se ne parla a Stoccolma dal 20 al 26 Agosto 2006 alla Settimana dell'Acqua.
Arrivata alla 15a edizione l'iniziativa diventa un momento di dibattito sulla situazione mondiale della più importante risorsa del pianeta. Cambiamenti climatici e siccità, perdita di zone umide, cattiva gestione delle risorse, carenza di infrastrutture idriche e domanda fuori controllo rendono ormai la crisi di acqua un fatto globale e sono coinvolti paesi come Australia, Spagna, Gran Bretagna, Stati Uniti e Giappone.
In occasione della Settimana dell'Acqua il WWF ha presentato un rapporto per sensibilizzare i governi sulla tragica situazione del prezioso liquido sul pianeta. In Europa i cambiamenti climatici hanno già ridotto le precipitazioni nei paesi dell'Est. Si prevede una ulteriore diminuzione del 20-30% delle piogge entro il 2050 e fino al 40% entro il 2075. Il turismo dei paesi del bacino del Mediterraneo e la maggiore irrigazione dei terreni coltivati sta portando all'eccessivo sfruttamento delle falde acquifere che avranno infiltrazioni di acqua marina. I ghiacciai delle Alpi si stanno sciogliendo per effetto dei cambiamenti del clima con ricadute negative sulla quantità di acqua dei fiumi e maggiore facilità di alluvioni a causa dei cicli stagionali ridotti. Inoltre l'Italia, ma non è il solo paese, perde circa il 40 % dell'acqua dai sistemi di distribuzione.
In Australia, maggior area arida del pianeta, la minaccia maggiore è la salinizzazione delle falde acquifere e dei terreni mentre gli Stati Uniti fanno un uso delle acque molto superiore alla soglia di sostenibilità.
Lo studio del WWF evidenzia i maggiori problemi e le combinazioni pericolose: scomparsa di aree umide, riscaldamento globale, inquinamento, gestione irresponsabile e approssimativa delle risorse idriche.
Vanno modificate le abitudini a livello individuale ma soprattutto i governi devono attuare cambiamenti profondi nelle loro politiche. Il WWF suggerisce di fare una seria politica per la tutela dell'ambiente e bilanciare i consumi, riparare le infrastrutture obsolete, eliminare la contaminazione delle acque e preservare i bacini idrici.
21 agosto 2006
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