
40° dell'alluvione di Firenze: sei città firmano appello per salvare la Terra
Data: Lunedì, 13 novembre @ 17:02:27 CET Argomento: Blue Planet
La visita del senatore Ted Kennedy, a Firenze in occasione del quarantennale dell'alluvione è stata l'occasione fare un appello per poter salvare il pianeta dall'inquinamento e i cambiamenti climatici con le città colpite da alluvioni in prima linea: New Orleans (USA), Dresda (Germania), Budapest (Ungheria), Mopti (Mali) Firenze e Venezia.
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L'uragano Katrina che distrusse New Orleans nel 2005
Per gentile concessione ESA
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Il senatore americano, appena rieletto al senato USA, è stato invitato a Firenze, accolto a Palazzo Vecchio dal sindaco di Firenze Leonardo Domenici e dalla direttrice della New York University Ellyn Toscano per partecipare alla seconda giornata del simposio "Conservation Legacies of L’Alluvione - A Symposium Commemorating the 40th Anniversary of the Florence Flood".
Ted Kennedy, al quale il sindaco di Firenze ha donato il libro "4 Novembre 1966. L'alluvione a Firenze" che contiene la sua testimonianza con le sensazioni vissute nel novembre del '66 e le immagini della visita nella città appena colpita dall'alluvione ha denunciato l'abbandono subito da New Orleans colpita dall'uragano Katrina e i ritardi e le mancanze dell'amministrazione al governo in USA.
L'assessore all'ambiente Claudio Del Lungo ha illustrato l'appello che è stato sottoscritto dai rappresentanti delle città invitate come capofila di un movimento di città che vogliono fare fronte comune per la lotta all'inquinamento e ai cambiamenti del clima e la salvaguardia del patrimonio artistico e architettonico delle città.
Ecco il testo dell'appello:
Il Patrimonio storico, culturale e civile dell'umanità è rappresentato da ciò che l'uomo è riuscito a creare nel corso di millenni sulla terra. Questo Patrimonio consiste nelle opere dell'ingegno umano tradotte in beni culturali, monumenti architettonici, in opere d'arte, in scoperte scientifiche, in sapere, conoscenza e cultura che sono stati creati all'interno di un Patrimonio naturale più grande che è il nostro pianeta. Ciò che oggi abbiamo è ciò che l'umanità ha saputo conservare nei secoli salvandolo dalle guerre, dalla barbarie, dagli eventi calamitosi naturali, dall'incuria e dall'inciviltà.
Oggi questo Patrimonio è messo in pericolo dai grandi cambiamenti che investono il nostro pianeta, dalla capacità dell'uomo di modificare gli assetti naturali e ambientali globali della terra. Tutti gli scienziati sono sostanzialmente d'accordo nel ritenere che all'origine di tali cambiamenti vi siano le emissioni di gas a effetto serra prodotte dall'attività umana. Tali emissioni e il loro costante aumento hanno fatto salire le temperature della terra e il fenomeno non sembra arrestarsi.
I pareri degli scienziati sono ormai diventati documenti di molti organismi nazionali e internazionali che affermano che le catastrofi naturali, fra le quali uragani, intensificazione delle piogge e delle alluvioni e innalzamento dei mari, saranno fenomeni sempre più frequenti e più forti.
Sono noti a tutti i cataclismi che hanno sconvolto tante parti del pianeta; dalle inondazioni del Reno e del Danubio a quelle del Po e dell'Arno, dagli Uragani che hanno colpito negli ultimi anni con sempre maggiore violenza alcune aree degli Stati Uniti e dell'America centrale.
Da quando l'umanità ha preso coscienza di questo, si sta adoperando per impedire che tali cambiamenti peggiorino e si traducano nella perdita dei grandi patrimoni dell'umanità e della vivibilità stessa sul pianeta.
Sta ai governi di tutto il mondo adottare rapidamente tutte le azioni possibili per evitare che ciò si aggravi con conseguenze sempre più dannose per l'umanità.
Il primo e più importante passo è stato l'avvio dei negoziati della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, adottata a New York il 9 maggio 1992 che ha portato prima alla Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro dal 3 al 14 giugno 1992 e poi al Protocollo di Kyoto sui Cambiamenti Climatici, adottato il 10 dicembre 1997, ratificato da altri 160 paesi ed entrato in vigore il 16 febbraio 2005.
Per raggiungere questi obiettivi il Protocollo di Kyoto propone una serie di provvedimenti fra i quali:
- rafforzare o istituire politiche nazionali di riduzione delle emissioni (miglioramento dell'efficienza energetica, promozione di forme di agricoltura sostenibili, sviluppo di energie rinnovabili);
- cooperare con le altre parti contraenti (scambi di esperienze e di informazioni, coordinamento delle politiche nazionali a scopo di efficienza attraverso meccanismi di cooperazione, quali i diritti di emissione, l'attuazione congiunta e il meccanismo di sviluppo pulito).
I benefici di una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra risultano principalmente dalla prevenzione dei danni derivanti dai cambiamenti climatici, come l'aumento del livello del mare e le inondazioni, la riduzione delle risorse di acqua potabile, i danni alla salute, la modifica degli ecosistemi, la moltiplicazione dei rischi di incendio e di fenomeni climatici estremi (tempeste, ondate di calore), i danni alle economie basate sull'agricoltura e sul turismo, la perdita di terre emerse, di insediamenti umani e di beni storici artistici e architettonici dell'umanità.
Le città che hanno subito gravi catastrofi naturali riunite a Firenze l'11 novembre 2006, consapevoli della necessità di adoperarsi affinché ogni abitante della terra abbia pari diritto di accesso alle risorse, allo sviluppo e al benessere, fanno appello a tutte le città che vorranno aderire affinché si attuino rapidamente tutti i meccanismi utili alla riduzione delle emissioni ad effetto serra nell'atmosfera che fermino i gravi cambiamenti climatici in atto sul pianeta.
L'appello per la difesa del pianeta e dei patrimoni culturali e naturali dell'umanità dai disastri naturali, è stato sottoscritto in Palazzo Vecchio dai sindaci di Firenze Leonardo Domenici, di Budapest Gábor Demszky, di Dresda Christian Korndoerfer, di Venezia Massimo Cacciari, e dall'ambasciatore culturale di New Orleans Irvin Mayfield, alla presenza del senatore americano Edward M. Kennedy.
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