
Allarme in Cina per inquinamento da rifiuti elettronici
Data: Giovedì, 01 febbraio @ 14:05:00 CET Argomento: Agenzia di Stampa
Il consumismo cinese, come da copione, comincia a far vedere il suo lato peggiore. Il diritto dei cinese ad avere TV, frigorifero, lavatrice e altri elettrodomestici, porta inevitabilmente ad avere una spropositata quantità di rifiuti tecnologici che si portano dietro una serie di problemi ambientali. Ogni anno sono 150 milioni i televisori e altri elettrodomestici che vanno ad ingrossare le discariche. Ma il 70 per cento di questi scarti elettronici proviene dai paesi sviluppati.
Una piccola parte, il 10 per cento, di tutta questa immondizia viene riciclato dando lavoro a decine di migliaia di famiglie ma il restante 90 per cento alimenta il business di 10 milioni di raccoglitori clandestini. La spazzatura elettronica viene smontata e da essa, con procedimenti piuttosto pericolosi per esseri umani e ambiente. Così, per estrarre rame e oro, i circuiti elettronici vendono immessi in bagni acidi o lavorati col fuoco, facendo precipitare mercurio e piombo nei corsi d'acqua e nella terra.
Secondo il quotidiano China Daily, nella provincia meridionale del Guangdong che ha nella città di Guiyu il centro del riciclaggio dei rifiuti elettronici, nei corsi d'acqua il piombo è 212 volte la norma. Un'indagine del 2001 della Basel Action Network, organizzazione non governativa di Seattle, nello stato di Washington, dice le falde di acqua potabile sono talmente contaminate che il prezioso liquido deve essere trasportato in camion da 30 km di distanza.
In Cina esiste una normativa sul riciclaggio dei rifiuti elettronici che impone ai fabbricanti di occuparsi del loro smaltimento senza prevedere alcuna sanzione in caso di inadempienza. Il governo cinese comincia ora a pensare incentivi per il riciclaggio.
1 febbraio 2007
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