Volterra città etrusca
Data: Lunedì, 19 novembre @ 16:44:53 CET
Argomento: Florence Art News





A Volterra la storia non manca. Fondata dagli Etruschi, la cittadina toscana vede il mondo dall'alto della sua collina a 530 m. s.l.m.. La sua posizione e le sue risorse favorirono lil suo sviluppo fin dal neolitico e oggi continua ad essere un punto di riferimento rilevante per la cultura dell'antico popolo che la fece nascere.



Sicuramente i suoi 12.500 abitanti vanno orgogliosi del loro passato e il turismo punta soprattutto su questo, oltre che per la bellezza e l'armonia della cittadina e dei suoi dintorni.


Il Palazzo dei Priori - ©CatPress



Col nome di Velathri, centro della civiltà villanoviana (tra il IX e il VII secolo a.C.), Volterra era una delle città stato etrusche. Velathri, nel III secolo a.C., entrò a far parte della Dodecapoli, la Confederazione italica religiosa, culturale e commerciale delle maggiori città etrusche, continuando a mantenere i propri ordinamenti commerciali e partecipando alla viva attività mercantile dell'Etruria settentrionale.

Con Populonia e Charmas, forse l'odierna Chiusi come appare da un'antica moneta coniata per l'occasione, stipulò un trattato commerciale che contribuì al suo ulteriore sviluppo e la porterà a grande splendore tra il V e il I secolo a.C..


L'Ombra della Sera



La piccola città stato, come tutte le città etrusche, era retta dal Lucumone, capo politico e militare, che governava con un consiglio di nobili, mentre le classi lavoratrici erano legate da un rapporto clientelare con le famiglie nobili. La città era circondata da mura fuori dalle quali si estendevano le necropoli che erano delle vere e proprie città dei defunti, molto ben curate a causa del fatto che gli etruschi credevano che lo spirito e le spoglie del defunto sopravvivessero alla morte per cui i loculi venivano costruiti spaziosi e ricchi di corredi funebri.

Nelle necropoli sono stati infatti ritrovati intatti gioielli ma anche i ricordi cari ai defunti e gli oggetti da loro usati nella vita quotidiana. Sull'attuale Pian di Castello, sorgeva l'acropoli, il primo nucleo della città, sul quale vennero costruiti i maggiori templi dedicati alle divinità maggiori e minori.

Sconfitta da Lucio Scipione Barbato nel 298, la città venne obbligata a far parte delle città federate di Roma e contribuì alla vita romana inviando aiuti militari e viveri durante la Seconda Guerra Punica. Fu la costruzione di una strada litoranea a isolare Volterra dai circuiti commerciali dell'epoca facendola confondere tra i tanti piccoli municipi romani.

Nel V secolo d.C. sotto l'ingerenza della chiesa, divenne sede vescovile e centro di contea della famiglia Pannocchieschi. A volte guelfa e a volte ghibellina, Volterra era costantemente in lotta con San Gimignano, Firenze, Pisa e Siena fino alla Signoria dei Belforti nel 1340 e dei Fiorentini nel 1361. Nel 1472 ci fu la guerra per l'appalto delle miniere di allume e nel 1530 la guerra contro Firenze; da quel momento seguì le vicende del Ducato di Firenze e in seguito del Granducato di Toscana.

Oggi è un rinomato centro turistico la cui fama è dovuta, oltre che alla sua antica storia, anche alla lavorazione dell'alabastro estratto dalle cave circostanti. Utilizzato fin dai tempi degli Etruschi e dei Romani che costruivano sarcofaghi urne e vasi, l'alabastro venne trascurato per secoli finché, nel 1791, Marcello Inghirami aprì una bottega-scuola. Oggi Volterra è uno dei maggiori centri per la produzione artistica di oggetti in alabastro.

Tra le cose da vedere c'è la Piazza dei Priori è senza dubbio una delle più belle piazze italiane di grande effetto scenografico. Nella piazza, che era il centro medioevale della città in cui si svolgevano le attività del Comune, domina il Palazzo dei Priori la cui costruzione iniziò nel 1208 e terminò nel 1254; la facciata ha subìto vari cambiamenti nei secoli.

L'Acropoli si trova sul ripiano che oggi viene chiamato Pian di Castello. Gli scavi hanno portato alla luce la Piscina Romana, una enorme cisterna romana del III secolo a.C. scavata nella roccia e coperta da volte sorrette da pilastri. Qui c'era il tempio dedicato alla triade Menerva, Uni e Tin (Minerva, Giunone e Giove dei Romani).

Il Maschio, come viene chiamato la fortezza costruita nel 1343 per volere del Duca di Atene. Nel 1475 venne ampliato da Lorenzo de' Medici e dopo pochi anni adibito a carcere nel quale vennero imprigionati i componenti della Congiura dei Pazzi. Oggi, essendo adibita ancora a carcere, è vietata la visita ai turisti.

Il Museo Archeologico che contiene una delle maggiori raccolte etrusche italiane con circa 600 urne cinerarie. E' diviso in tre sezioni: preistorica, etrusca e romana. Il reperto senza dubbio più affascinante è l'Ombra della Sera, una statuetta di bronzo alta 50 cm. E' il dio dell'ombra della sera, che giunge prima che cali la notte e fa la scorta al viandante.

Il Teatro Romano, di epoca augustea, tornò alla luce con gli scavi del 1950 e, alle spalle del teatro, i resti delle terme dedicate alla "Bona Dea" alla quale, accanto al teatro, venne eretto un tempietto nel III secolo d.C..

Vedi anche: Etruschi in mostra a Volterra

(19 novembre 2007)





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