
La Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia è maggiorenne
Data: Lunedì, 19 novembre @ 17:28:26 CET Argomento: Agenzia di Stampa
Il 20 novembre ricorre la Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia. Sono passati 18 anni dalla data che ha visto nascere uno dei momenti più importanti della civiltà: la Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia, ratificata il 20 novembre 1989 a New York. Da quel momento la visione del mondo sull'infanzia è dovuta cambiare.
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Il continente africano, dove si contano 200 bambini soldato
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Il trattato ha avuto un successo inaspettato ed e stato ratificato addirittura da 193 Paesi, un numero maggiore delle Nazioni che fanno parte dell'ONU. L'Italia ha ratificato la Convenzione il 27 maggio 1991 con la legge n. 176 entrando quindi a far parte della comunità internazionale che lavora per un migliore futuro dell'infanzia.
Secondo la Convenzione i bambini hanno diritto al nome, tramite la registrazione all'anagrafe subito dopo la nascita e hanno diritto alla nazionalità (art.7), hanno il diritto all'istruzione e alla salute (art. 28 e 29), quello di giocare (art. 31) e hanno il diritto di essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso (art. 34).
Ma la maggior parte dei contenuti di questa meraviglioso accordo tra Paesi rimane spesso solo teoria. Sul pianeta esistono ancora 300 mila bambini soldato dei quali 200 mila nella sola Africa. Continua il grande business dello sfruttamento minorile e della tratta dei bambini che con la globalizzazione negli ultimi anni ha aumentato il giro d'affari. I bambini dei paesi poveri difficilmente riescono ad avere il diritto di giocare e da un recente studio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) risulta che nel mondo due nascite su cinque non vengono registrate.
La Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia è diventata ormai maggiorenne e questo fatto ha un significato simbolico importante. Nel trattato internazionale sono contemplati i diritti civili, politici, sociali, economici, culturali e le libertà che di solito sono attribuite agli adulti. La convenzione costituisce uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che lo ratificano e offre un quadro di riferimento nel quale si possono collocare tutti gli sforzi compiuti in mezzo secolo a difesa dei diritti dei bambini. Anche se c'è ancora molto da fare è comunque stato un grande passo avanti che non è più possibile ignorare.
Sandro Pintus
(19 novembre 2007)
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