
Bambini e televisione, una campagna Rai e Ministero delle Comunicazioni
Data: Venerdì, 04 gennaio @ 23:00:00 CET Argomento: Agenzia di Stampa
La televisione fa ormai da padrona in tutte le fasce orarie protette o no e, a parte rari casi, assistiamo a un abbassamento della soglia di decenza dei programmi televisivi. Tra un insulto e un litigio la pubblicità a volume audio molto più alto del dovuto.
La televisione diventa così fastidiosa e volgare ma davanti a una TV così sciatta chi ne fa le maggiori spese sono i bambini. Nasce così una nuova campagna, "Bambini e televisione: meglio non distrarsi", della Rete pubblica e del Ministero delle Comunicazioni dedicata al rapporto tra minori e televisione.
E' uno spot di 37 secondi che vuole richiamare l'attenzione sul rapporto che i minori hanno con programmi a contenuto complesso con i quali sarebbe meglio l'accompagnamento di un adulto. Sono programmi come i telegiornali o i programmi di approfondimento i cui contenuti filmati e i resoconto richiedono un livello di maturità e di elaborazione che i piccoli telespettatori non possono avere.
La campagna avrà inizio dal 10 gennaio 2008 ed è un invito ai genitori, alle famiglie ed agli educatori affinché accompagnino i bambini nella visione di tali contenuti, guidandoli ad una loro corretta comprensione.
La campagna televisiva dedicata al rapporto tra minori e TV, è una diretta applicazione del nuovo Contratto Nazionale di Servizio 2007-2009 voluto dal Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, e sottoscritto dalla Rai il 5 aprile scorso.
Lo spot in questione adempie all’obbligo fissato nel comma 6 dell’art. 7 del Contratto di Servizio che indica la necessità di prevedere campagne di sensibilizzazione rivolte ai genitori sull’uso corretto della Tv.
Sempre in base allo stesso art. 7 – che è interamente dedicato agli impegni del servizio pubblico nei confronti della programmazione televisiva per i minori - il Contratto di Servizio prescrive anche che la Rai adotti un sistema di chiara riconoscibilità visiva, capace di evidenziare, con riferimento a film, fiction ed intrattenimento, quelli adatti a una visione congiunta con un adulto e quelli adatti al solo pubblico adulto. Nel caso specifico di programmazione inidonea per i minori, il simbolo deve rimanere costantemente presente per tutta la durata della programmazione.
Su tale base la Rai già dal 30 novembre 2007, preceduto dalla campagna di due settimane “Parental Control”, ha introdotto un sistema basato sull’utilizzo del proprio logo, la farfallina Rai, come elemento che caratterizza l’impegno aziendale per la tutela dei minori e lo ha scandito nei colori giallo e rosso che rendono esplicito al telespettatore il tipo di programmazione prevista, così da facilitare una scelta consapevole in nome dei più piccoli.
La segnaletica rossa è accompagnata anche da raccomandazioni verbali sulla inidoneità di determinati programmi per i minori e indica che il film è adatto al solo pubblico adulto.
Anche questa iniziativa, come altre relative alla tutela dei più piccoli, è stata sottoposta al vaglio del “Comitato Media e Minori” ottenendo parere favorevole.
Sempre l’articolo 7 del Contratto di Servizio Rai 2007-2009 aggiunge ulteriori significativi obblighi. Viene allargata la fascia oraria protetta che dalle 16.00 - 19.00 arriva fino alle 20.00 e viene aggiunto il vincolo di non interrompere con la pubblicità i programmi per bambini e i cartoni animati di durata inferiore ai 30 minuti. C'è anche il divieto di usare i personaggi dei cartoni come “traino” pubblicitario e il divieto di passare trailer di film vietati non solo durante la fascia protetta, ma anche nella fascia 7.00 - 9.00, ove è forte la presenza di bambini telespettatori.
(4 gennaio 2008)
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