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| 1966: L'alluvione di Firenze
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Il 4 novembre del 1966
l'Arno allagava la cittą.
Le immagini e i racconti di quei giorni in un libro.
Dal senatore USA Ted Kennedy al prof.Umberto Baldini, dal ministro Vannino Chiti al prof. Alfio Del Serra
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Negli ultimi tempi sempre più spesso si sente parlare di rifugiati che nell'immaginario collettivo vengono intesi come clandestini una parola che, a causa della cattiva informazione fatta da media e politici, viene automaticamente collegata alla mancanza di sicurezza e quindi alla paura. Ma chi sono i rifugiati e quali sono i loro diritti?
Secondo la Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati è una persona che, “per fondato timore di persecuzione per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale od opinione politica, si trova fuori del paese di cui ha la cittadinanza, e non può, oppure, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di tale paese”.
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| Profughi fuggiti dal Kosovo - Foto ©CatPress |
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Il rifugiato ha diritto ad un asilo sicuro ma ha anche il dovere di conformarsi e rispettare le leggi del paese che lo accoglie.
Ha il diritto di godere di diritti fondamentali come la libertà personale, di pensiero, di movimento e di diritti socioeconomici come l'assistenza sanitaria, il diritto al lavoro, il diritto allo studio nella misura accordata agli stranieri legalmente residenti sul territorio del paese d’asilo, e a volte in misura paritaria a quella dei cittadini.
l’Unhcr provvede alle sue necessità in quei paesi nei quali lo stato non è in grado di fornire assistenza.
Ci sono poi situazioni come quella africana che vede il continente nero colpito da gravi conflitti armati. In questo caso chi fugge dalla guerra, anche se non subisce una persecuzione individuale è considerato un rifugiato in base a una definizione più ampia del termine contenuta nella Convenzione dell’Organizzazione per l’Unità Africana (OUA) del 1969.
Il documento dell'OUA fa un passo avanti quando dice che per rifugiato intende “ogni persona vittima di aggressione esterna, occupazione, dominazione straniera o eventi che influenzano gravemente l’ordine pubblico”.
Esiste anche una protezione temporanea utilizzata dagli stati che sono devono affrontare ondate massicce di rifugiati davanti ai quali diventa realmente difficile esaminare tutte le domande di asilo. Solo quando nel paese d'origine del rifugiato ci sono condizioni di sicurezza la protezione temporanea può essere revocata.
Anche i militari possono godere dello status di rifugiato ma i rifugiati sono per definizione civili e possono chiedere asilo solo se hanno deposto le armi. Nel caso di coloro che portano avanti la lotta armata dal paese che offre asilo al paese di provenienza finché non depone le armi non può essere considerato un rifugiato. Ovviamente non possono chiedere lo status di rifugiato i criminali di guerra. Hanno diritto allo status di rifugiato anche i renitenti alla leva o i disertori che fuggono perché temono di essere perseguitati per le loro convinzioni personali e per motivi inerenti alla loro diserzione o renitenza alla leva.
Può una donna che rischia di subire violenze per il rifiuto di conformarsi alle imposizioni della sua società, chiedere lo status di rifugiato? Se una donna che fugge dal suo paese a causa di una grave discriminazione o di un trattamento disumano perché rifiuta imposizioni sulla scelta del marito o imposizioni sull'abbigliamento e altri codici sociali, a seconda delle circostanze, potrebbe, chiedere lo status di rifugiato. Coloro che sono perseguitati per le proprie inclinazioni sessuali e le donne che rifiutano le mutilazioni genitali per sé e le proprie figlie possono aspirare allo status di rifugiato. (sm)
(12 dicembre 2009)
Vedi anche:
- Immigrazione e sicurezza. A colloquio con Laura Boldrini
- L’Agenzia dell’ONU per i Rifugiati
- La Carta di Roma
- “Non solo numeri”, kit per le scuole su migrazione e asilo
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