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| 1966: L'alluvione di Firenze
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Il 4 novembre del 1966
l'Arno allagava la città.
Le immagini e i racconti di quei giorni in un libro.
Dal senatore USA Ted Kennedy al prof.Umberto Baldini, dal ministro Vannino Chiti al prof. Alfio Del Serra
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Mentre la FEE (Federazione per l'educazione ambientale) ha assegnato all'Italia 231 Bandiere blu il Mediterraneo sta cambiando a causa della tropicalizzazione per le elevate temperature. Ma ci sono altri problemi: pesca intensiva, pesca fantasma, bycatch, l'elevato numero di navi petroliere e l'inquinamento da plastica.
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Rispetto al 2009 sono aumentale di 17 le spiagge e località balneari italiane alle quali Federazione per l'educazione ambientale ha dato la Bandiera blu. Ma negli ultimi anni la situazione del Mare nostrum appare peggiorata. La temperatura delle acque continua ad aumentare toccando sempre più spesso punte di 30°C. Questo incremento richiama altre specie animali e vegetali provenienti da bacini tropicali e subtropicali.
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A sin. la Caulerpa taxifolia chiamata alga killer, molto infestante; al centro il velenosissimo pesce diavolo di fuoco presente nel Mediterraneo orientale e a destra il barracuda mediterraneo entrato dall'Oceano atlantico.
Immagini riprese da Wikipedia. È permesso copiare, distribuire e/o modificare le immagini in base ai termini della GNU Free Documentation License |
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Alcune di queste specie alloctone (una cinquantina) si sono ambientate molto bene nel Mediterraneo scacciando le specie autoctone. Il bacino del Mare nostrum si è così popolato di barracuda (Sphyraena viridensis) di pesce palla (Sphoeroides cutaneus) e di velenosi pesce diavolo di fuoco (Pteroides miles) mentre si nota una proliferazione di meduse e di alga killer (Caulerpa taxifolia).
Il WWF ha lanciato la campagna "Il mare è in pericolo, lo salvi chi può" per tutela del Mediterraneo nella quale denuncia lo sfruttamento della pesca oltre le possibilità che il mare può permettere e la pesca fantasma provocata da attrezzature disperse (640 tonnellate, che corrispondono al 10% del totale dei rifiuti marini). C'è poi il bycatch, la pesca accidentale di tartarughe, cetacei e squali che, feriti dagli strumenti di pesca, vendono rigettati in mare e muoiono.
Esiste anche il problema dell'inquinamento ambientale dovuto ai rifiuti plastici e quello delle rotte del petrolio. L'associazione ambientalista nel 2002 ha denunciato che al largo delle coste italiane vengono trasportate circa 100 mila tonnellate di greggio e dal 1955 nel Mediterraneo si sono verificati oltre 1.300 incidenti di navi petroliere. (sm)
(2 luglio 2010)
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