Il nuovo business si chiama wrestling e i bambini ne vanno pazzi. Fino al punto di farsi molto male. Si muove tra TV, spettacoli nei palasport, figurine, magliette e vari gadgets con un giro d'affari in continua crescita. Dopo gli appelli degli educatori, anche la Federazione Italiana Medici Pediatri che ha notato un aumento degli incidenti tra i bambini a causa dell'emulazione di questo sport mette in allerta i genitori.
Il fenomeno, nato negli Stati Uniti, è sbarcato anche in Italia grazie alla TV satellitare e ora anche nella TV generalista nella programmazione di Italia 1 che ha iniziato le trasmissioni in prima serata con "Wrestling Smackdown".
Ora gli ultimi eroi dei ragazzini sono i personaggi di questo sport-spettacolo, una sorta di sumo, lotta libera e pugilato dove nel ring, individui mascherati si insultano e si picchiano brutalmente senza esclusione di colpi e senza regole. In USA questa sorta di eroi fumetto si chiamano George The Animal Steele oppure Eddie Guerrero e ora anche in Italia danno spettacolo Neo Pulcinella e Capitan Padania con una sorta di combattimento pseudo razzista alquanto discutibile. Si sono battuti al Palalottomatica di Roma davanti a un pubblico 11 mila spettatori che hanno pagato 40 euro a biglietto, di cui la metà erano bambini accompagnati dai genitori.
Tutto ciò che accade sul ring è finto, lo sanno tutti, anche i bambini. Quando appaiono i lottatori di wrestling i ragazzini rimangono ipnotizzati. Sono attratti dai costumi e dalla stazza dei lottatori che li fanno assomigliare a cartoni animati viventi che i piccoli spettatori trasformano subito in supereroi da imitare.
Il programma mandato in onda dalla rete Mediaset, ha mosso le proteste dell'Aiart, l'associazione dei telespettatori vicina alla Cei, che ha ufficialmente chiesto un intervento del Comitato Minori e tv per far spostare la trasmissione in altra fascia oraria. Questo perché, secondo l'Aiart, il codice di autoregolamentazione vieta le trasmissioni che fanno apertamente uso di violenza. Per il momento Mediaset ha deciso di spostare il programma in seconda serata ma pare che le polemiche non si siano fermate.
Purtroppo il "fenomeno wrestling" sta sviluppando nei piccoli telespettatori un forte spirito di emulazione senza che si rendano conto dei rischi. Pochi giorni fa, sulla spiaggia di Fregene, gruppi di bambini di sono affrontati a calci e pugni per imitare i lottatori di uno spettacolo visto la sera prima e uno di loro ha rischiato di annegare. Una decina di mamme piuttosto preoccupate ha chiamato il Codacons che a sua volta ha denunciato questo fenomeno preoccupante dove i casi di emulazione continuano ad aumentare in modo direttamente proporzionale all'interesse mostrato dai media.
Il pubblico appare comunque sensibile davanti ai pericoli dell'emulazione dello sport-spettacolo. Il sito VipLine.it, per una settimana ha tenuto on line il sondaggio "Sarebbe giusto proibire gli incontri di wrestling in tv?". Anche se il campione (583 persone) è molto ridotto, l '89% di coloro che hanno partecipato ha risposto "Sì" di fronte al 6% dei "No" e al 5% dei "Non so".