Il prof. Umberto Baldini che nel 1966 era direttore del Gabinetto dei Restauri della Soprintendenza di Firenze ci spiega il suo punto di vista riguardo alla situazione della sicurezza della città in caso di alluvione...(intervista di Sandro Pintus)
Firenze:
convivere con le alluvioni
Intervista
al prof. Umberto Baldini
di Sandro Pintus
In questa intervista
il prof. Umberto Baldini che nel 1966 era direttore del Gabinetto dei Restauri
della Soprintendenza di Firenze ci spiega il suo punto di vista riguardo alla
situazione della sicurezza in caso di alluvione.
Professor Baldini,
lei ha vissuto l'alluvione in prima persona e fu tra coloro che fecero uno
sforzo enorme per salvare le opere d'arte di Firenze, come crede sia possibile
difendersi dalle piene dell'Arno?
In media a Firenze
abbiamo una grossa alluvione ogni cento anni, anche nella seconda metà
dell'800 gran parte della città venne alluvionata. Le maggiori alluvioni
sono state quelle del 1333 e della metà del Cinquecento, ma quella del
1966 le ha superate. Credo che i fiorentini debbano abituarsi a convivere
con le alluvioni ma spesso si perde la memoria di queste cose. A un certo
punto si dimentica. I giovani oggi non sanno cosa successe nel 1966 e l'importante
é fare in modo che nelle coscienze delle persone questa cosa esista.
Quando venne l'alluvione fu la catastrofe perché non eravamo preparati.
Avevamo dimenticato.

Il prof. Umberto Baldini (foto CatPress©)
Come sono state
protette le opere d'arte contro le alluvioni?
Abbiamo fatto
in modo che le opere d'arte, dove possibile, non fossero più a portata
di acqua. Per esempio in Santa Croce sono al piano superiore. L'unica é
il Crocifisso del Cimabue ma é protetto da un sistema elettronico che
ne permette la salvezza.
Che lei sappia
cosa é stato fatto per arginare o difendersi dalle alluvioni dopo il
1966?
Mi pare che fino
ad oggi non sia stato fatto niente se non alzare le spallette dell'Arno. L'importante
é comunque mostrare cosa é successo. Vedere cosa può capitare
alle persone. In questa città oltre al problema del traffico e alla mancanza
d'acqua c'é anche quello dell'alluvione. Se si ripetessero le modalità
del 1966 l'acqua salirebbe di altri due metri oltre il livello dell'ultima
alluvione. Il problema maggiore é che non ci sono più boschi che
potrebbero assorbire le acque.
Oggi il prof.
Baldini é preside dell'Università Internazionale dell'Arte e direttore
del progetto finalizzato ai Beni Culturali del Consiglio Nazionale delle Ricerche
(CNR)
Questa intervista
è stata pubblicata da Florence ART News in occasione del trentennale
dell'alluvione.