Amazzonia: Greenpeace accusa il presidente brasiliano Lula
Data: Mercoledì, 12 marzo @ 16:33:21 CET
Argomento: Blue Planet





L'Amazzonia, polmone verde del pianeta continua a morire. Pare che sia una morte molto più veloce di quella che pensavamo di conoscere e questa volta la colpa, almeno secondo Greenpeace, è del presidente brasiliano Lula.




L'Amazzonia vista con Google Earth



L'associazione ambientalista ha presentato il rapporto “The lion wakes up” (Il leone si sveglia) nel quale denuncia l'incapacità del governo del presidente brasiliano Luis Inácio Lula da Silva che non riesce a fermare la deforestazione della maggiore foresta pluviale della Terra.

Durante la seconda parte del 2007, secondo Greenpeace, è stato raggiunto il maggior picco di deforestazione degli ultimi 10 anni: sono stati tagliati oltre 7.000 km quadrati di foresta. Eppure la presidenza di Lula, per arginare la deforestazione aveva coinvolto addirittura 13 ministri invece flora e fauna di uno degli ecosistemi più importanti del pianeta continuano ad essere distrutti con enormi perdite biologiche.

Il rapporto presentato da Greenpeace denuncia che oltre il 60% delle attività del Piano d'azione non sono state rispettate e, delle 32 indicazioni strategiche ne sono state completate 10 che corrispondono al 31%.

(12 marzo 2008)





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