Inequivocabilmente,
lo statunitense Ansel Adams è uno dei più celebri e celebrati fotografi
di paesaggio, interpretato secondo inviolabili toni di bianco-bianco, nero-nero
e grigio-grigio ben distribuiti sulla stampa finale. La sua personalità
fotografica è stata commentata da autorevoli critici. In pochi casi,
però, l'esercizio estetico di Ansel Adams, sempre sereno e possente,
è stato messo impertinente combinazione con le sue analisi tecniche,
che stanno alla base di tutto il suo lavoro.
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Moonrise,
Hernandez, New Mexico, 1941
forse la più famosa foto di Ansel Adams |
Ispiratore e teorico
di quello che è universalmente noto come Sistema zonale, che è poi
una supposizione tecnica finalizzata alla controllata trascrizione in bianconero
della realtà, Ansel Adams ha elevato fino a livelli eccelsi l'estetica
del bianconero fotografico. Erroneamente, qualcuno confonde l'esposizione
zonale con la massima estensione della scala dei grigi sulla stampa fotografica
bianconero (oppure sulla sua riproduzione in arti grafiche). Invece, come
lo stesso Ansel Adams ha precisato: "E' importante rendersi conto che
tanto la fotografia espressiva (detta anche creativa) quanto quella di do*****entazione
non sono in rapporto diretto con quello che noi chiamiamo realtà. Noi,
senza percepire determinati valori del soggetto cerchiamo di duplicarlo sulla
stampa.
Se lo desideriamo, possiamo simulare l'apparenza in termini di valori di densità
riflessa, oppure possiamo restituirlo ricorrendo ad altri valori, basati sull'impatto
emotivo".
A seguire, Ansel Adams precisa come i connotati stessi della fotografia rappresentino
comunque una interpretazione della realtà, ovvero come la fotografia
per se stessa rappresenti qualcosa di autonomo e proprio, dovendo necessariamente
raffigurare qualcosa (d'altro?) che comunque sia si è presentato davanti
all'obiettivo. Testuale: "Molti ritengono che le mie immagini rientrino
nella categoria della "foto realistiche", mentre di fatto quanto
offrono di reale risiede solo nella precisione dell'immagine ottica; i loro
valori sono invece decisamente "distaccati dalla realtà". L'osservatore
può accettarlo come realistico in quanto l'effetto visivo può essere
plausibile, ma se fosse possibile metterli direttamente a confronto con i
soggetti reali le differenze risulterebbero sorprendenti".
Più e meglio di altri autori, Ansel Adams ha avuto il merito di comprendere
come e quanto l'esercizio della fotografia dipenda dai propri connotati tecnici
fondamentali. A questo proposito, vorremmo osservare come la sintesi tra tecnica
e creatività sia di fatto uno degli elementi portanti di tutta l'opera
fotografica di Ansel Adams. Alla base di tutto c'è la consapevolezza
che l'azione combinata dell'obiettivo e della pellicola debba necessariamente
simulare al possibile la reazione occhio-cervello. Come già abbiamo accennato,
quello fotografico è un esercizio di rappresentazione, pur dovendo per
propria natura raffigurare concretamente qualcosa.
Le teorie
di Ansel Adams sul Sistema Zonale che è appunto l0insieme delle nozioni
utili al più adeguato e consapevole esercizio della fotografia bianconero,
sono riunite nella serie di tre titoli tecnici pubblicati in Italia dall'editore
Zanichelli di Bologna, che ha curato anche la traduzione della sua Autobiografia.
Didascalicamente Il negativo, La stampa e La fotocamera sono rispettivamente
ciò che i rispettivi ciò che i rispettivi titoli dichiarano: lucide
e dettagliate analisi sulle componenti principali della ripresa fotografica.
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Canyon
de Chelly National Monument, Arizona, 1942 |
Il Sistema Zonale,
così come l'ha codificato Ansel Adams, suddivide i grigi potenziali
della fotografia bianconero in dieci scalini, ognuno separato da uno stop
esatto dai confinanti in salita e discesa (un valore di diaframma, oppure
un tempo di otturazione più breve o più lungo). La definizione
secondo la numerazione in cifre romane va da I a IX, oltre il quale il decimo
valore della Zona X corrisponde al supporto della carta sensibile inintaccata
dall'esposizione sotto l'ingranditore; all'opposto, il nero assoluto è
collocato su una ipotetica zona 0. Fissato in zona V il grigio medio con
riflettenza al 18 per cento, le cifre più basse individuano i toni
più scuri dell'immagine e le cifre più alte quelli più chiari
(Roberto Sellitto in FOTOgraphia dell'ottobre, novembre e dicembre 1994).
Nato a San Francisco nel 1902, Ansel Adams è venuto a mancare alla
fine dell'aprile 1984, a ottantadue anni (e alla fine dello scorso gennaio
2000 è mancata anche la moglie Virginia, di novantasei anni; FOTOgraphia,
aprile 2000). Il suo costante impegno fotografico a diretto contatto con
la grande natura della west coast americana gli è valso, a due anni
dalla scomparsa, un significativo riconoscimento pubblico. L'American Board
of Geographic Names ha dedicato a Ansel Adams una delle più alte vette
dello Yosemite National Park, la riserva naturale all'interno della quale
lo stesso fotografo svolse una gran parte del proprio lavoro. Quindi, la
geografia statunitense comprende ora anche l'Ansel Adams Mount, testimonianza
del grande impegno paesaggistico della sua fotografia.
Una volta Ansel Adams affermò che: "una grande fotografia è
l'espressione di ciò che l'autore sente del soggetto che sta fotografando
nel senso più profondo; per questo è la vera espressione di ciò
che l'autore sente del soggetto che sta fotografando nel senso più
profondo; per questo è la vera espressione di ciò che il fotografo
sente sulla vita nella propria complessità".
Questo artricolo è stato pubblicato da FOTOgraphia ANNO VIII NUMERO
69 MARZO 2001
Le immagini di Ansel Adams pubblicate in questo articolo sono state messe
a disposizione dalla Libreria Palazzo Roberti |