
Giorno della Memoria, scuola di memoria contro negazionismo
Data: Venerd́, 27 gennaio @ 17:03:23 CET Argomento: Agenzia di Stampa
L'antidoto è una scuola di memoria. Lo dice il capo dello stato Giorgio Napolitano in occasione del Giorno della Memoria dell'Olocausto durante il suo discorso al Quirinale. Lo fa ricordando che "…quei rigurgiti di negazionismo e antisemitismo, di intolleranza e di violenza che per quanto marginali sono da stroncare sul nascere."
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| La locandina del film Train de vie di Radu Mihaileanu |
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A 67 anni dall'arrivo dell'Armata rossa ad Auschwitz e della liberazione dei prigionieri del campo di sterminio nazista (era il 27 gennaio del 1945), il Giorno della Memoria viene ricordato in tutto il mondo con cerimonie, eventi, dibattiti, mostre e varie iniziative.
Le vittime dello'Olocausto furono sei milioni - tra i quali un milione di bambini - sterminati dentro e fuori dai campi di concentramento nazisti. Anche se la maggioranza delle vittime erano ebrei, l'elenco delle persone da eliminare scientificamente comprendeva zingari, oppositori politici come i comunisti, omosessuali, testimoni di Geova, disabili e altre persone considerate non ariane. Tutte diverse dai canoni della razza concepita dal nazi-fascismo.
In Italia il Giorno della Memoria, ogni anno dal 2000, si ricorda il 27 gennaio grazie a una legge (20 luglio 2000 n.211) del Parlamento italiano. Una giornata che vuole commemorare non solo le vittime dell'Olocausto sterminate dalla follia nazi-fascista ma anche ricordare, ringraziare e onorare coloro che, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati.
Per l'occasione il Corriere della Sera allega al quotidiano il bel film: Train de vie-Un treno per vivere un lungometraggio del 1998 di Radu Mihaileanu. E' la storia, racconta in modo ironico, della soluzione adottata dagli abitanti di un villaggio yiddish dell'est Europa per fuggire dai rastrellamenti imminenti dei nazisti.
L'idea viene a Shlomo, lo scemo del villaggio (che poi tanto folle non è). Propone di comprare un treno e scappare in Palestina simulando - con tanti colpi di scena - la deportazione degli abitanti. (sm)
(27 gennaio 2012)
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