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| 1966: L'alluvione di Firenze
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Il 4 novembre del 1966
l'Arno allagava la città.
Le immagini e i racconti di quei giorni in un libro.
Dal senatore USA Ted Kennedy al prof.Umberto Baldini, dal ministro Vannino Chiti al prof. Alfio Del Serra
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La prima nella classifica di Legambiente risulta Torino, al secondo posto Ravenna seguita da Roma e Modena. Sono queste le quattro città che hanno i migliori servizi per i bambini e gli adolescenti secondo Ecosistema Bambino 2008.
E' quanto risulta da “Ecosistema Bambino 2008” indagine di Legambiente arrivata all'11a edizione. Al capoluogo piemontese spetta il primo posto perché, tra i capoluoghi di provincia della penisola, risulta la città più attenta alle esigente dei piccoli. Ha uffici comunali competenti e capaci di dare continuità ai progetti rivolti ai ragazzi nel corso del tempo nonostante i cambi di giunta. Inoltre l'esperienza del laboratorio “Città sostenibile” vede coinvolti più assessorati per promuovere qualità della vita urbana e partecipazione dei bambini.
Ravenna risulta seconda e la migliore città dell'Emila Romagna, regione che tradizionalmente è molto attenta alle esigente di bambine e bambini. Il terzo posto lo conquista Roma. La capitale ha portato avanti il progetto “Città come scuola” che ha coinvolto 150mila studenti e primeggia per la ricca offerta di stimoli e iniziative culturali e i progetti sia nel centro che in periferia
Il poker lo conclude Modena. Viene premiata per la continuità dell'impegno, lungo 10 anni, a favore dei bambini e per l’ampiezza delle iniziative. Tra queste il progetto “Conosci l’energia” attraverso il quale i ragazzi di Modena possono diventare energy manager per ridurre i consumi e l’inquinamento a casa e a scuola.
Ma quali sono stati i parametri presi in esame da Legambiente per Ecosistema Bambino 2008? Sono vari, vanno dagli strumenti di coinvolgimento messi in campo dalle Amministrazioni come le consulte giovanili, i consigli comunali dei ragazzi, incontri e occasioni di confronto con le istituzioni, alle forme di partecipazione come azioni di adozione del territorio, progettazione partecipata. Sono state prese in esame la presenza e il funzionamento di strutture e uffici dedicati ai giovani, la quantità e qualità dell’offerta culturale come musei, aree riservate, eventi, teatri, ludoteche, biblioteche. E poi anche le iniziative di promozione culturale e sociale appositamente per i cittadini più piccoli come pubblicazioni e riviste per ragazzi, manuali educativi, feste, rassegne cinematografiche, soggiorni in città e fuori città, corsi, laboratori e altro.
Ma alla fine dei conti in Italia non esiste una città a misura di bambino e dopo gli entusiasmi di qualche anno fa, anche per il progetto “Le città sostenibili delle bambine e dei bambini” del Ministero dell'Ambiente cha ha fatto da volano, le amministrazioni locali si sono un po' assopite. Secondo lo studio di Legambiente la città a misura di bambini dovrebbe essere in Emilia Romagna con gli uffici a Torino e con le attività a Roma ma con le energie per affrontare il lavoro con il contributo dei più piccoli a Caltanissetta dove il Comune ha deciso di avviare un percorso partecipato di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva.
Purtroppo va male il sud e le isole. Agli ultimi posti troviamo Crotone, ultima in classifica, penultima Agrigento e terzultima Enna. Ma in fondo alla classifica ci sono anche Aosta, Lecco, Treviso, Biella e Grosseto mentre di molte altre città non ci sono addirittura sufficienti dati.
Il dossier è scaricabile da http://www.legambientescuolaformazione.it/news.php?id=67
(7 gennaio 2008)
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