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| 1966: L'alluvione di Firenze
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Il 4 novembre del 1966
l'Arno allagava la città.
Le immagini e i racconti di quei giorni in un libro.
Dal senatore USA Ted Kennedy al prof.Umberto Baldini, dal ministro Vannino Chiti al prof. Alfio Del Serra
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| Tecnologie: La fine della Privacy. Ne parla la rivista Le Scienze |
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Cosa succederebbe se i nostri dati sensibili andassero in mano alle compagnie di assicurazione o in mano al nostro datore di lavoro o ai vari gruppi politici? Il problema è che la gestione della privacy non è né facile né economica, quindi poco conveniente. La rivista Le Scienze tratta l'argomento in un numero monografico.
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La copertina della rivista Le Scienze, edizione italiana dello Scientific American
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Chissà per quanto tempo riusciremo ancora a tutelare i nostri dati personali, ammettendo che ne abbiamo ancora il controllo.
La tecnologia mette a disposizione di stati e governi mezzi sempre più sofisticati che apre inquietanti scenari orwelliani.
Il numero 483 del mensile – edizione italiana dello Scientific American - tratta l'argomento privacy con una dozzina di articoli che spiegano al lettore cosa sta succedendo ed esamina quelle tecnologie che la riducono e quelle che la proteggono.
Anche se pare uno scenario da fantascienza, non è lontano il momento in cui potremmo essere spiati da insetti tecnologici che si intrufolano nelle nostre case.
Nel frattempo, visto che oggi tutti comunichiamo attraverso Internet, molti governi hanno i mezzi per allargare il loro potere di sorveglianza e controllo con tecnologie sempre più evolute e con nuovi sistemi telefonici che aggirano le tradizionali tecniche di intercettazione.
Un intervento di Stefano Rodotà spiega come l'Europa affronta la questione sottolineando che la tutela dei dati personali è un problema globale con soluzioni diverse. L'ex Garante mette in evidenza le differenze tra la legislazione dell'Unione europea, con leggi che disciplinano ogni aspetto, e quella degli Stati Uniti piena di buchi, cosa alquanto preoccupante data la capacità tecnologica della prima potenza del pianeta.
Argomento estremamente delicato è quello del trattamento dei dati medici che stanno migrando progressivamente dalla carta a un Registro sanitario elettronico. Per il momento la tecnologia di protezione dei dati è fattibile ma non ancora disponibile e la domanda del mercato non è sufficiente ad incentivarne lo sviluppo. Allora cosa succederebbe se i nostri dati andassero in mano alle compagnie di assicurazione o in mano al nostro datore di lavoro o ai vari gruppi politici? Il problema è che gestire la privacy non è né facile né economico, quindi poco conveniente.
Esistono però sistemi che ci permettono di difenderci. Attraverso programmi di crittografia possiamo almeno proteggere le nostre comunicazioni via Internet e il nostro computer. La rivista non li nomina ma uno di questi è il “Pretty Good Privacy” che, sviluppato da Phil Zimmermann nel 1991 e divulgato come programma open source dal suo inventore, ha mandato in bestia il governo Usa. La US Customs gliela ha fatta pagare perseguitandolo per tre anni per esportazione illegale di software. (sp)
Vedi anche
Phil Zimmermann
Pretty Good Privacy
(27 novembre 2008)
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