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| 1966: L'alluvione di Firenze
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Il 4 novembre del 1966
l'Arno allagava la città.
Le immagini e i racconti di quei giorni in un libro.
Dal senatore USA Ted Kennedy al prof.Umberto Baldini, dal ministro Vannino Chiti al prof. Alfio Del Serra
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Risulta dal “Rapporto sulla Salute Perinatale in Europa” pubblicato dal progetto Euro-Peristat, presentato a Roma lo scorso dicembre. Nell'indagine vengono analizzate la salute feto-natale e infantile, la salute materna, le caratteristiche delle popolazioni e la distribuzione dei fattori di rischio e i servizi sanitari.
I parti cesarei nel nostro paese raggiungono il 37,8%, il dato più alto dell'Europa comunitaria. Segue il Portogallo con il 33,1% mentre i dati degli altri paaesi sono al disotto del 30%.
Tra il 25 e il 29% troviamo la Germania, Irlanda, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Polonia e Galles, seguono con percentuali sotto il 20 Fiandre, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Finlandia, Svezia e Norvegia. Le percentuali più basse di parti cesarei le troviamo in Slovenia con il 14,4% e In Olanda con il 15,1%.
Ce lo illustra il “Rapporto sulla Salute Perinatale in Europa” presentato a Roma lo scorso dicembre e pubblicato dal Progetto Euro-Peristat, un piano cofinanziato dal Programma della Sanità pubblica della Direzione generale della Commissione Europea in collaborazione con l'organismo di Protezione dei consumatori.
L'Italia la troviamo anche in quel gruppo di sette paesi nei quali le donne hanno il primo figlio dopo i 35 anni. Infatti con Svezia, Norvegia, Francia, Olanda, Irlanda e Germania, appartiene al gruppo nel quale la percentuale di donne che diventano mamme oltre il trentacinquesimo anno di età è tra il 19,3 e il 24,4%.
Lo studio è stato elaborato sui dati del 2004 e, in 280 pagine, attraverso trenta indicatori chiave raggruppati in 4 aree, fotografa la situazione della salute materno infantile di 26 paesi appartenenti all'Unione Europea.
Nell'indagine vengono analizzate la salute feto-natale e infantile, la salute materna, le caratteristiche delle popolazioni e la distribuzione dei fattori di rischio e i servizi sanitari.
Sono la Lettonia e la Lituania i paesi che hanno le percentuali più alte di mortalità infantile. I due paesi baltici raggiungono rispettivamente il 9,4 e l'8,1‰. L'Italia è al 4‰ mentre Svezia e Norvegia hanno il 3‰.
I dati sulla mortalità neonatale vedono la Lettonia al 5,7‰ seguita dalla Polonia con il 4,9 mentre l'Italia è al 2,8‰. Le percentuale più basse sono ancora una volta della Svezia e Norvegia con il 2‰.
In Italia e nascite pretermine sono al 6,8%. Le percentuali più alte appartengono alla Repubblica Ceca con il 12,2% mentre le più basse sono in Finlandia e Lituania rispettivamente con il 5,6 e il 5,3%.
Secondo il rapporto di Euro-Peristat, nei 26 paesi presi in esame si è scoperto che in media 25 mila bambini all'anno nascono morti e altrettanti non raggiungono il primo anno di vita. Quaranta mila hanno gravi disabilità e 90 mila nascono con malformazioni congenite. (sp)
Link:
Europeristat
(5 gennaio 2009)
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