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| 1966: L'alluvione di Firenze
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Il 4 novembre del 1966
l'Arno allagava la città.
Le immagini e i racconti di quei giorni in un libro.
Dal senatore USA Ted Kennedy al prof.Umberto Baldini, dal ministro Vannino Chiti al prof. Alfio Del Serra
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L'Humanitarian Action Report 2009, presentato dall'Unicef, porta dati sconcertanti su ciò che potrebbe accadere entro il 2019 a causa dei cambiamenti del clima. L'Agenzia Onu per l'infanzia, per il 2009, chiede ai donatori oltre 1 miliardo di dollari per far fronte alle emergenze in 36 paesi.
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La copertina del "Humanitarian Action Report 2009"
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L'HAR-Humanitarian Action Report 2009, il Rapporto sull’intervento umanitario, presentato alla fine di gennaio dall'Unicef, in 230 pagine, pubblica una serie di dati dei paesi più poveri del pianeta e porta numeri che fanno riflettere.
Il 65% delle popolazioni dei paesi poveri a rischio di catastrofi climatiche sono donne e bambini, da sempre le fasce più deboli.
A causa di eventi estremi come uragani, inondazione e carestie, 175 milioni di bambini potranno essere colpiti da epidemie, aumenterà la carenza di cibo e acqua potabile accrescendo le situazioni di emergenza.
L'Unicef tra il 2005 e il 2007, ha risposto a una media annua - mai avuta in precedenza - di 276 emergenze in 92 paesi.
Oltre il 50% degli interventi sono stati causati da calamità naturali eccezionali, il 19% riguardavano la salute e il 30% sono emergenze dovute a conflitti.
Oltre che ai cambiamenti climatici estremi le emergenze sono dovute all'aumento dei prezzi del cibo e delle materie prime e a causa delle guerre.
Le aree più colpite sono l'Africa subsahariana ed orientale e il Sud-est asiatico ma anche la Colombia e Yemen.
L'Agenzia Onu per l'infanzia si trova a dover operare in situazioni di emergenza in 36 paesi, primi tra questi Sudan, Repubblica democratica del Congo, Zimbabwe, Uganda e Somalia.
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In rosso i 36 paesi di cui parla il Rapporto Unicef
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Per il 2009 chiede ai paesi donatori oltre 1 miliardo di dollari - superiore del 17% rispetto ai fondi utilizzati nel 2008. Il 38% degli stanziamenti vengono utilizzati per le necessità alimentari e sanitarie mentre il 22% sono per l'approvvigionamento di acqua potabile e per i servizi sanitari. (sp)
(18 febbraio 2008)
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