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| 1966: L'alluvione di Firenze
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Il 4 novembre del 1966
l'Arno allagava la città.
Le immagini e i racconti di quei giorni in un libro.
Dal senatore USA Ted Kennedy al prof.Umberto Baldini, dal ministro Vannino Chiti al prof. Alfio Del Serra
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E' nata in Sardegna a Cabras (Oristano) nel 1972. Dopo il diploma in una scuola tecnica ha fatto studi teologici. Trasferitasi in continente è sempre rimasta legata alla Sardegna. Molti i lavori precedenti all'attività di scrittrice: insegnante, venditrice di multiproprieta, portiere di notte, operatore fiscale. Attualmente collabora con varie testate giornalistiche e case editrici.
Il suo primo libro è stato "Il mondo deve sapere”, pubblicato nel 2006 da ISBN. E' il diario tragicomico scaturito dall'esperienza lavorativa durata un mese in un call center. Ispirato al libro, il regista Paolo Virzì ha girato il film “Tutta la vita davanti”.
“Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell'isola che non si vede” è stato pubblicato nel 2008 per Einaudi. Nel 2009 è uscito, sempre per Einaudi, “Accabadora”.

"Accabadora"
164 p., rilegato
Einaudi 2009 (collana Supercoralli)
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"Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell'isola che non si vede”
VI-198 p., ill., brossura
Einaudi 2008 (collana ET Geografie)
In Sardegna ci solo case di fate e fumi sacri che curano i sogni cattivi, statue di antichi guerrieri e porte di pietra che si aprono su mondi scomparsi, menhir contri i quali promesse spose strusciano impudicamente il ventre nel segreto della notte, vegliate da madri e nonne. Un viaggio in compagnia di dieci parole, dieci concetti alla ricerca di altrettanti luoghi, più uno. Undici storie che offrono un'immagine della Sardegna magica e segreta oltre ciò che si vede ad occhio nudo.

"Il mondo deve sapere. Romanzo tragicomico di una telefonista precaria"
123 p., brossura
Isbn Edizioni 2006
E' il diario di un mese vissuto nell'inferno del telemarketing. Per trenta interminabili giorni, l'autrice ha venduto al telefono aspirapolveri a migliaia di casalinghe per conto della Kirby, una grande multinazionale americana. Intanto annotava, apprendeva e soffriva in prima persona le tecniche di condizionamento e le riunioni motivazionali, le premiazioni e le umiliazioni pubbliche, orari, salari e punizioni aziendali. Il libro racconta la precarietà, riuscendo miracolosamente a fare ridere fino alle lacrime.
- L'intervista
- La recensione
Vedi anche: Il sito di Michela Murgia
(23 gennaio 2010)
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