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| 1966: L'alluvione di Firenze
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Il 4 novembre del 1966
l'Arno allagava la città.
Le immagini e i racconti di quei giorni in un libro.
Dal senatore USA Ted Kennedy al prof.Umberto Baldini, dal ministro Vannino Chiti al prof. Alfio Del Serra
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| Sviluppo sostenibile: Greenpeace: salviamo le foreste dell'Indonesia. Le responsabilità degli editori |
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Alla Fiera del Libro di Torino 2010, Greenpeace ha portato a conoscenza dei visitatori la salute delle foreste indonesiane denunciando la multinazionale della carta APP che ne causa la distruzione. Ma quali sono gli editori virtuosi che utilizzano carta ecologica per le loro pubblicazioni? I voti: Bompiani e Lonely Planet bene, Mondadori e Einaudi insufficienti, Feltrinelli, Mursia e Il Mulino male. Intanto l'Italia aumenta le importazioni di carta dall'Indonesia.
La campagna parla chiaro: "Non comprate quella carta". Poi l'immagine di una pietra tombale a forma di libro con l'epigrafe che recita "Qui giace la foresta indonesiana". Ed è proprio sulla foresta del grande arcipelago del sud-est asiatico che l'associazione ambientalista vuole puntare i riflettori.
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"Non comprate quella carta"
campagna di Greenpeace per proteggere le foreste indonesiane |
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La denuncia di Greenpeace viene portata avanti contro la Asia Pulp & Paper (APP) il maggiore produttore di polpa di cellulosa e carta in Indonesia che controlla circa 2.2 milioni di ettari di piantagioni da polpa di cellulosa con una capacità produttiva intorno alle 2.7 milioni di tonnellate l’anno. La APP, secondo Greenpeace, produce cellulosa tagliando la foresta tropicale e bruciando lo strato di torba.
Greenpeace stima che per ogni tonnellata di cellulosa prodotta dalla APP in Indonesia nel 2007, a causa della distruzione delle foreste pluviali, siano state emesse circa cinque tonnellate diCO2 e 29 tonnellate a causa del drenaggio della torba. Ogni anno 1.8 miliardi di tonnellate di gas serra vengono rilasciati nell’atmosfera causate dalla degradazione e degli incendi delle foreste torbiere indonesiane.
Secondo l'indagine dell'associazione ambientalista negli ultimi anni l’Italia ha aumentato in modo esponenziale le importazioni di carta dall’Indonesia diventando il più importante acquirente europeo al punto che, nell’ultimo anno, ha più che raddoppiato l’importazione di carta.
Gli editori italiani, e tra loro molti grandi gruppi editoriali, sono poco attenti al tipo di carta utilizzata per stampare le loro pubblicazioni. Da un’indagine realizzata da Greenpeace risulta che il 75% delle case editrici italiane non conosce, né controlla l’origine della carta utilizzata per la produzione dei propri libri.
Un'indagine di Greenpeace mostra quali sono le case editrici virtuose, quelle che possono migliorare e quelle che hanno un punteggio insufficiente non utilizzando per la stampa carta certificata FSC (Forest Stewardship Council) o carta riciclata. Le Case editrici "Amiche delle Foreste", con un massimo punteggio 4, sono Bompiani, Fandango, Larcher, Hacca Edizioni, Edizioni il Foglio Clandestino, Dindi, Gaffi, Prospettiva editrice, Il Rovescio, le edizioni italiane di Lonely Planet e la collana di Rizzoli Oltreconfine.
Ci sono poi gli editori che hanno "sostenibilità e trasparenza" con un punteggio da 3.9 a 3.0: Marsilio, Chinaski, Fanuzzi e Fazi. Con un punteggio da 2.8 a 1,1 troviamo gli editori che "potrebbero fare meglio" (la maggioranza). Tra questi: De Agostini, Bollati-Boringhieri, Corbaccio, Guanda, Garzanti, Giunti, Rizzoli Sonzogno, Mondadori, Einaudi, Laterza, Electa e altri.
Greenpeace fa anche la classifica degli editori "da evitare" con punteggio tra 1 e 0,1 che "nonostante le richieste non hanno fornito alcuna informazione utile e hanno mostrato poca trasparenza e nessuna volontà di escludere dalla propria filiera carta che proviene dalla deforestazione": Stampa Alternativa, Il Saggiatore, Feltrinelli, Alet edizioni, Donzelli e Rubettino.
Esiste poi la categoria delle case editrici - con punteggio 0 - che "non hanno mai risposto alle richieste di Greenpeace dimostrandosi disinteressati, non disponibili al dialogo e irresponsabili nei confronti dei propri lettori": Baldini Gastoldi Dalai, Kowalski, Gambero Rosso, Il Mulino, Minimum Fax, Mursia e Neri Pozza.
Ma che ne pensano i lettori? Un sondaggio del 2006 realizzato da Greenpeace al Salone del Libro rivela che circa il 90% dei lettori sarebbe disposto a pagare il proprio libro preferito almeno il 5 per cento in più se il volume fosse stampato su carta amica delle foreste. Importanti autori italiani e stranieri hanno già firmato l'appello di Greenpeace per la protezione delle foreste, e si sono impegnati a richiedere al proprio editore di pubblicare libri su carta non proveniente dalla distruzione delle foreste.
Greenpeace ha anche chiesto agli scrittori di firmare un appello per la protezione delle foreste. Gli autori si sono impegnati a chiedere al proprio editore di pubblicare i libri su carta non proveniente dalla distruzione delle foreste. Tra i tanti scrittori hanno firmato anche J.K. Rowling, Isabel Allende, José Saramago, Vandana Shiva, Philip Pullman e tra gli italiani Lidia Ravera, Andrea De Carlo, Sandro Veronesi, Gavino Ledda, Carlo Lucarelli, Erri De Luca, Luciano De Crescenzo, Stefano Benni. (sm)
(17 maggio 2010)
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