L'ennesima conferma arriva dall'ultima ricerca su adolescenza, infanzia e televisione, questa volta portata avanti dall'Università di Otago in Nuova Zelanda...
Una equipe di ricercatori neozelandesi guidata da Robert Hancox, ha fatto uno studio su un campione di 1000 bambini nati nella città di Dunedin, dove ha sede l'Università, tra il 1972 e il 1973. I risultati dell'analisi, pubblicati sulla rivista scientifica "Lancet", sono preoccupanti.
La ricerca, intitolata "Associazione tra il modo di vedere la TV dei bambini e gli adolescenti e la salute in età adulta" è stata fatta con bambini tra i 5 e i 15 anni di età divisi in due gruppi: una fascia tra i 5 e gli 11 anni e l'altra composta da adolescenti tra i 13 e 15.
Ogni due anni veniva loro fatta un'intervista nella quale veniva registrato il tempo passato davanti alla televisione e l'indagine ha portato risultati identici in ambedue i gruppi dimostrando che i danni sono a lunga scadenza.
I risultati del monitoraggio hanno messo in evidenza problemi come obesità e alti livelli di colesterolo. All'età di 26 anni, tra il campione preso in esame, il 17% dei giovani che superavano le due ore al giorno davanti alla televisione avevano problemi di obesità mentre nel 15% dei casi è stato riscontrato un alto livello di colesterolo.
E' anche risultato che il 15% dei fumatori aveva preso il vizio della sigaretta in conseguenza del troppo tempo passato a guardare la televisione. (Redazione web)
Info:
Dr Bob Hancox
Deputy Director Dunedin Multidisciplinary Health and Development Research Unit
Tel 64 3 479 8512
Email: bob.hancox@otago.ac.nz