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1966: L'alluvione di Firenze


Il 4 novembre del 1966
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Salute: Emergenza virus Ebola, ministro di Sierra Leone chiede aiuto all'Italia

Agenzia di Stampa

Occorrono cibo, medicinali, vestiti, disinfettanti e idee per informare in modo efficace la popolazione sulla pericolosità del virus. “La Sierra Leone si trova, 12 anni dopo la fine della precedente sanguinosa guerra, ad affrontare un’altra: quella del virus Ebola. Questa volta però la guerra è arrivata nei tre Paesi confinanti che formano la “Mano River Union”: Guinea, Liberia e Sierra Leone”.
Con queste parole, Peter Bayuku Konteh, ministro della Cultura e del Turismo della Sierra Leone, attraverso una lettera inviata alle associazioni di volontariato italiane Microcammino, Gli Occhi della Speranza e Fonte di speranza, lancia un appello per chiedere aiuto al nostro Paese nella difficile guerra contro il virus Ebola.





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I Paesi  africani contagiati da Ebola
(immagine: Courtesy Oms)



Insieme ai membri del suo governo, il ministro Konteh, ha dichiarato lo stato di emergenza in Sierra Leone perché la situazione del virus Ebola sta andando fuori controllo.

C'è bisogno di tutto
Occorrono cibo e medicinali per la popolazione, soprattutto quella che dopo in sospetto del contagio viene tenuta in quarantena, vestiti perché quelli delle persone contagiate e decedute vengono bruciati, cloro e disinfettanti per potersi lavare e proteggere dal virus dopo essere venuti a contatto con i malati e i deceduti. Ha bisogno poi anche di persone che siano in grado di veicolare le informazioni per far conoscere la pericolosità della malattia e convincere la popolazione a proteggersi e a evitare di contagiare altri.

La popolazione non crede all'esistenza di Ebola
La gravità della situazione è dovuta al fatto che la gente nega l’esistenza della malattia – scrive in ministro della Sierra Leone - di solito non avendo soldi per acquistare medicine, quando si ammalano, si rivolgono ai guaritori tradizionali e diffidano degli ospedali. Coloro che contraggono questa terribile malattia cercano di scappare in cerca di guaritori tradizionali, muovendosi e peggiorando ulteriormente il rischio di contagio per altri. Ecco perché la malattia è arrivata nelle città. I parenti, senza conoscere la gravità della malattia, ospitano gli infettati nelle loro case”.

Contro la malattia un bilancio da 26 milioni di dollari Per affrontare la crisi Ebola il governo del Paese africano ha previsto un bilancio di 26 milioni di dollari con il massimo sforzo possibile ha stanziato più di 10 milioni di dollari. I partner internazionali della Sierra Leone, come l’Unione Europea, la Banca Mondiale e altri, hanno stanziato 7 milioni di dollari.

La gente scappa davanti al termometro laser
Konteh, dalla sua regione, Koinadugu, nel nord del Paese, ha mandato un altro appello nel quale racconta che l'ignoranza è un grosso ostacolo alla guerra contro Ebola: “...si sono diffuse delle voci negli 11 Comuni della Regione, che dicevano che l'Ebola era un espediente del Governo che voleva prelevare un litro di sangue da ogni abitante della Regione per offrire un sacrificio su una nave sull'Oceano Atlantico: veniva riferito che il Governo avrebbe succhiato il sangue umano attraverso il termometro laser. Per questo molti sono scappati nelle foreste, in diverse parti della Regione, per paura. Sono rimasti lì tutta la notte”. Non è stato facile convincerli che il termometro è uno strumento medico.

Virus ancora senza vaccino
Questo virus è senza cura e senza vaccino - scrive ancora il ministro - causa la morte entro 21 giorni del 90% di chi contrae la malattia. E’ morto persino il dr. Sheik Umar Khan, 39 anni, dichiarato eroe nazionale. Il medico dirigeva il Centro Clinico per le cure contro l’Ebola ed era un luminare a livello internazionale”.
Raro, contagioso, mortale”, così definisce Ebola l'Oms. La malattia si trasmette attraverso scimmie, scimpanzé, pipistrelli della frutta e tramite altri animali della foresta. Tra gli esseri umani si diffonde per contatto diretto attraverso ferite, sangue e fluidi corporei e secrezioni di persone infette o oggetti contaminati da persone infettate.

I dati dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), presentati il 5 settembre, parlano di 3.944 casi accertati e 2.097 decessi: 1.089 in Liberia, 517 in Guinea e 491 in Sierra Leone. Ma il contagio si sta allargando. In Nigeria, si contano già 31 morti che non figurano ancora nelle statistiche dell'OMS. Un vaccino mai sperimentato su esseri umani è stato utilizzato nelle scorse settimane su alcuni medici contagiati da Ebola e sta avendo riscontri positivi.

Denuncia di Medici senza frontiere
Msf, associazione di volontariato che da marzo 2014 in prima linea contro Ebola, presente nei quattro Paesi colpiti dal virus attraverso la sua presidente, la dott.ssa Joanne Liu, accusa i governi di tutto il mondo di non agire contro la malattia che continua a seminare morti. Lo ha fatto lo scorso 2 settembre durante un briefing alle Nazioni Unite organizzato dall’ufficio del Segretario Generale dell’ONU e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Dopo sei mesi della peggiore epidemia di Ebola nella storia – ha detto il medico - il mondo sta perdendo la battaglia per arginarla. I leader mondiali stanno fallendo nell’affrontare questa minaccia transnazionale. L’annuncio dell’OMS dell’8 agosto, che definiva l’epidemia ‘un’emergenza di salute pubblica di interesse internazionale’, non ha portato a un’azione decisiva: gli stati si sono sostanzialmente uniti in una coalizione dell’inazione

Ma c'è anche una buona notizia. Nei giorni scorsi Medici senza frontiere con un tweet ha confermato la guarigione di Isata, una bambina di 22 mesi. È la più giovane paziente che si è salvata dalla mortale malattia. (Sandro Pintus)

(10 settembre 2014)

Leggi:
- Chi è Peter Bayuku Konteh
- Cosa è Ebola
- Ebola, consigli dell'Oms se siete in viaggio
- Gli Occhi della Speranza Onlus
- Microcammino Onlus
- Fonte di Speranza Onlus

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