Il Codice sul
volo degli uccelli, il famoso manoscritto pieno di annotazioni, appunti e
disegni che Leonardo redasse nel 1506 a Firenze, torna finalmente nella sua
città d'origine ad arricchire la splendida mostra "Gli ingegneri
del Rinascimento. Da Brunelleschi a Leonardo da Vinci".

Macchina per volare di Leonardo
Si tratta di un piccolo quaderno di 18 pagine, numerate dallo stesso Leonardo,
che, nonostante abbia avuto una storia movimentata, è rimasto inalterato
dalla morte dell'autore.
Oltre al tema
del volo esso presenta ricerche di meccanica, un disegno anatomico, schizzi
di soggetto botanico, l'abbozzo di un ritratto di vecchio di eccezionale somiglianza
al noto autoritratto nonché una nota della spesa che documenta l'acquisto
di un pollo per la somma di due soldi.

Dettaglio della macchina per volare di Leonardo
La maggior parte degli appunti e dei disegni hanno comunque per soggetto il
volo in tutti i suoi aspetti ed ecco quindi lo studio del vento e delle correnti
e il loro sfruttamento da parte degli uccelli, i mirabili schizzi sulla struttura
fisica dei diversi volatili, le varie posizioni assunte dalla coda durante
il volo rispetto alla direzione dei venti.

Una pagina del "codice sul volo degli uccelli" di Leonardo
prestato dalla Biblioteca Reale di Torino in mostra a Firenze
E' possibile ammirare il prezioso Codice grazie al prestito fatto dalla Biblioteca
Reale di Torino che ha pure ceduto alla mostra il bellissimo disegno, sempre
di Leonardo, dei Carri falcati da combattimento .

Il californiano Bryan Allen nel 1977, attraversò la Manica
su una "macchina per volare". Fu il primo volo a forza umana
Quest'ultimo fa
parte della serig di studi su dispositivi militari che Leonardo intraprese
tra il 1482 e il 1485, quando era a Milano al servizio di Ludovico il Moro.
Trainati da cavalli lanciati al galoppo, due carri corredati da enormi falci
affilate seminano il terreno di cadaveri mutilati. La terribile bellezza del
disegno ci riporta a quello sui mortai progettati da Leonardo. Dotati di un
meccanismo per regolare la gittata erano muniti di palle che, una volta lanciate,
si aprivano scaricando piccoli obici.
Bombe basate sul
medesimo principio furono utilizzate durante la guerra del Vietnam dall'aviazione
americana.