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1966: L'alluvione di Firenze


Il 4 novembre del 1966
l'Arno allagava la città.
Le immagini e i racconti
di quei giorni in un libro.
Dal senatore USA
Ted Kennedy
al prof.Umberto Baldini,
dal ministro Vannino Chiti
al prof. Alfio Del Serra
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Speciali: La grotta

CatPress Speciali



La grotta di Massabielle, in una massa rocciosa di 27 metri d'altezza, è il cuore pulsante del santuario. Quella grotta lo scenario nel quale si svolsero le apparizioni e l'indicazone della fonte, con la nona delle diciotto apparizioni, fu sicuramente l'evento più importante.




La grotta di Massabielle

E' infatti attorno alla fonte di Massabielle che si è sviluppata l'area del santuario. La costruzione della cattedrale, le piscine, le fontane per potersi dissetare e lavare, la basilica sotterranea San Pio X da 27 mila posti, mentre oltre il fiume Gave - movimentato rio che bagna la cittadina - si trova la Prateria con un percorso delle Fonti, la Chiesa di Santa Bernadette, la Tenda dell'Adorazione e il centro ospedaliero Notre-Dame.

L'acqua della fonte sgorga ancora nel luogo indicato dalla "Signora in bianco" a Bernadette. E' protetta da un oblò di spesso vetro e si può ammirare sul pavimento della grotta in un'area nella quale, dai fedeli, vendono continuamente offerti mazzi di fiori.

Nella grotta, ben visibile a un'altezza di circa quattro metri, nel 1864 venne collocata la statua della Madonna in marmo di Carrara. Una figura con le mani giunte, che però deluse Bernadette che la ritenne troppo accademica, fu scolpita dall'artista Joseph Fabisch de Lèon e sistemata nella nicchia nel luogo della visione.

Sotto di essa un roveto di ceri che ardono giorno e notte. I fedeli, in fila, silenziosamente e disciplinatamente vanno in visita alla grotta e ne accarezzano e baciano le pareti diventate ormai lisce.

Qualcuno invoca la Madonna con le fotografie di familiari, parenti e amici e con le immagini tocca le pareti della grotta mentre altri recitano sottovoce le preghiere e, guardando la statua della Madonna, si fanno il segno della croce.

Agli infermi, ai bambini e agli anziani viene data la precedenza facendo loro saltare la fila. Continuamente vengono celebrate messe in tutte le lingue mentre molti fedeli pregano in ginocchio.

A qualche decina di metri a destra della grotta c'è un'area nella quale ognuno può recarsi per accendere la propria candela e pregare. In varie lingue si può leggere: "questa candela prolunga la mia preghiera". Grossi moccoli da svariate decine di chili, fino a candele da pochi euro illuminano a giorno tutta la zona a pochi metri dalla riva sinistra del Gave.

L'acqua della fonte, ancora oggi, continua a sgorgare con una portata di 5.000 litri l'ora. Una parte di essa è stata incanalata per alimentare le 34 fontanelle alle quali ci si può dissetare e lavarsi - come indicato dalla Signora dell'apparizione.

Si vede gente che beve e che si lava il viso, altri riempiono taniche comprate nei negozi del centro con l'immagine di Bernadette inginocchiata e di fronte a lei la Madonna. Altri, molti, riempiono contenitori di varia grandezza, in vetro o di plastica, a forma di madonna che porteranno ad amici e parenti o che terranno in casa come reliquia del posto speciale che hanno visitato.


La mappa del santuario

Una parte delle acque confluisce invece alle piscine. Sono diciassette, in pietra costruite nel 1955: undici per le donne e sei per gli uomini. La cosa che colpisce dell'area d'ingresso delle piscine è la diversa ampiezza dello spazio tra il settore degli uomini e quello delle donne.

D'altronde le piscine riservate alle donne sono quasi doppie rispetto a quelle utilizzate per gli uomini. Ma in attesa, prima del bagno nelle acque della fonte, per ogni uomo si contano almeno sei donne.

Se l'accesso alle trentaquattro fontane per prendere l'acqua, dissetarsi e lavarsi è praticamente possibile sempre, l'ingresso alle piscine è permesso la mattina dalle 9 alle 11 e il pomeriggio dalle 14.00 alle 16.00. Ma dipende soprattutto dalla disponibilità dei volontari.

Il lavoro alle piscine si svolge grazie al lavoro dei volontari delle diverse associazioni. Infermi e bambini - accompagnati da un genitore - hanno la precedenza e saltano il turno nella fila d'attesa. La sala d'attesa esterna ha delle panchine che possono accogliere un centinaio di persone sulle quali siedono coloro che vogliono bagnarsi.

Non hanno asciugamani nè altro che può servire per un bagno. Vengono fatti entrare a piccoli gruppi tra cinque e dieci per volta nel corridoio/sala d'attesta interno che, diviso da alcune spesse tende, ha di fronte gli spogliatoi: sei sedie e gli attaccapanni.

Una tenda divide gli spogliatoi dalle piscine. Dentro ci sono i volontari che danno le istruzioni a coloro che vanno per bagnarsi e sempre loro li sorreggono e li immergono nelle acque della fonte.

Le piscine a dire il vero sono delle vasche a livello del terreno con dei gradini che danno l'accesso alle acque. Si entra nudi avvolti con un asciugamano e si viene immersi nelle fresche acque della fonte dai volontari.

Il bagno dura pochi intensi minuti. Una sorta di battesimo per immersione senza bagnare la testa. Subito dopo il bagno i volontari offrono un bicchiere d'acqua della fonte e invitano a lavarsi il viso versando l'acqua da una caraffa sulle mani a coppa. Quando si esce dalla vasca ci si veste senza bisogno di asciugarsi e, cosa strana, i vestiti non si bagnano. Le piscine possono "lavorare" a pieno ritmo solo se c'è sufficiente personale, altrimenti rimangono chiuse. (alc)

(21 agosto 2008)

Come si è trasformato il luogo sacro dei Pirenei
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Schede:
Quattro milioni di immersioni all'anno
La spedizione delle acque nel mondo
Le guarigioni
Chi era Bernadette Soubirous

 
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